Fabrizio Rossi: «L’ammaina bandiera andava fatta: gesto simbolico di protesta»

GROSSETO – “Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia già il 30 marzo aveva ammainato e ripiegato la bandiera europea nel suo ufficio in Parlamento in segno di protesta, comunicandone la decisione con un video. Anche il nostro sindaco nel giorno delle vittime del Coronavirus ha fatto altrettanto compiendo un gesto simbolico di grande valore” così Fabrizio Rossi commenta la scelta del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna di ammainare la bandiera .

“Quello fatto ieri mattina in tutto il paese ad opera di tantissimi amministratori locali, tra i quali anche il nostro sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di ammainare per alcuni minuti la bandiera Europea in segno di protesta, è un atto che simbolicamente andava fatto” prosegue Fabrizio Rossi.

“Già il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, onorevole di Fratelli d’Italia, – precisa Rossi – nella giornata di lunedì 30 marzo aveva provveduto a riporre la bandiera Europea in segno di protesta. Un gesto che poi è stato imitato da tantissimi altri amministratori locali sul territorio che tende a fare un forte richiamo comune alle istituzioni europee e ai rappresentati dei capi di stato in particolare alla Germania e alla Francia”.

“E’ un forte messaggio politico, – commenta il portavoce di FDI –  rivolto ai governanti di quest’Europa, che in questo particolare momento di maggiore bisogno, di fronte alla disgrazia umana ed economica, abbandona in tutti i sensi l’Italia al suo destino, continuando a cavillare sui trattati, ma tradendo i valori fondanti dell’Unione stessa, in primis la solidarietà”.

“E la fotografia di un sentimento purtroppo diffuso in Italia, – conclude Fabrizio Rossi – lo smarrimento dei cittadini che chiedono all’Europa di esistere prima come comunità di nazioni e non come burocrazia sovranazionale; Inflessibile nei parametri, ma scadente nell’affrontare unita questa sciagura della pandemia”.

“L’Italia non sarà mai un paese sottomesso e l’adesione alla CE non può essere considerata scontata per sempre se non cambiano le cose: in queste occasioni dobbiamo con rammarico notare quanto la Comunità Europea non è l’Europa che i padri fondatori auspicavano. Il gesto del sindaco Antonfrancesco e di coloro che hanno compiuto questo gesto simbolico è molto significativo e andava fatto per dare un segnale chiaro che l’Italia è e resterà sempre una nazione sovrana”.

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