Argentario escluso dal bando servizio anti-inquinamento, il sindaco: «Chiedo al Ministero di ripensarci»

PORTO SANTO STEFANO – “Sono venuto a conoscenza che il Ministero dell’Ambiente ha recentemente emanato il bando di gara per l’affidamento del ‘Servizio di intervento rapido per la riduzione, contenimento e recupero di idrocarburi, di sostanze dalle stesse derivate e di olii minerali nelle acque del mare territoriale e ove necessario in alto mare provenienti da sinistri marittimi, sversamenti operativi o volontari da navi, terminali petroliferi, piattaforme di estrazione, non esclusi gli inquinamenti di origine terrestre, nonché di contenimento del marine litter, delle plastiche in particolare, sia negli specchi acquei marini antistanti le foci dei principali fiumi sia nelle aree marine protette’ nel cui capitolato tecnico, tra le sedi toscane di dislocamento delle unità navali per la scoperta, l’intervento e il pattugliamento, non è compresa Porto Santo Stefano”.

A scriverla, in una lettera destinata al Ministero dell’Ambiente Direzione generale per il mare e le coste, il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini.

“Ricordo che proprio a Porto Santo Stefano – prosegue nella lettera – già da molti anni l’unità navale ‘Jerzy’ del Consorzio Castalia-Labromare opera svolgendo servizio di antinquinamento marino sul nostro comprensorio.

Sempre secondo tale capitolato, per quanto riguarda la Toscana, tra i futuri presidi previsti rimarrebbe in essere soltanto quello di Piombino. Tale previsione verrebbe così a penalizzare un’area marina di particolare pregio quale quella intorno al Promontorio dell’Argentario, nonché la più ampia costa della provincia di Grosseto, in cui – ricordo – si inserisce sia parte dell’Arcipelago Toscano che il Parco regionale della Maremma.

Per questo vengo ad esprimere tutta la preoccupazione di questa Amministrazione comunale per le conseguenze che un non tempestivo intervento di disinquinamento potrebbe causare al nostro ecosistema. Non tralascio di evidenziare, altresì, anche i prevedibili disagi occupazionali per i dipendenti attualmente impiegati sull’unità navale ‘Jerzy’.

Chiedo, pertanto, a codesto Ministero, di valutare la possibilità di reintegrare a Porto Santo Stefano una unità navale per lo svolgimento del servizio antinquinamento e di pattugliamento sulle acque – conclude il sindaco -, così da mantenere il presidio ed assicurare la tutela dell’area marina di Monte Argentario a tutti nota come un’area marina di grande valore ambientale che in caso di necessità richiede di essere tutelata con la massima tempestività possibile”.

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