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Tirrenica, l’associazione Colli e Laguna dice no: «Danno all’ambiente e al paesaggio»

ORBETELLO –  «In risposta a dichiarazioni apparse sulla stampa, ci chiediamo come si possa continuare a difendere la necessità di un’autostrada in Maremma e non capiamo il senso di voler cercare stratagemmi per imporre un tracciato autostradale al territorio» anche l’Associazione Colli e Laguna di Orbetello interviene in merito al dibattito sull’autostrada Tirrenica.

«La Tirrenica a Nord di Talamone e a Sud di Ansedonia priverebbe i cittadini della S.S. Aurelia, oggi utilizzata gratuitamente da tutti –  sostengono dall’associazione –  Laddove non corrispondente al sedime dell’Aurelia, innalzerebbe sbarramenti territoriali aggiuntivi che impatterebbero ambiente e paesaggio e aggraverebbero in modo pericoloso il rischio idrogeologico. Qualsiasi tracciato denaturerebbe in modo irreversibile il territorio, gambizzandone l’unica vocazione che è turistica ed agricola. Il consumo di territorio tra piattaforma e complanari, il danno ambientale, la deturpazione paesaggistica non potrebbero mai essere rimediati con opere compensatorie o con progettazioni più costose.

Approvare un tracciato autostradale in questa terra sarebbe un atto di contraddizione dal punto di vista socio-economico e morale, dopo decenni di dispendioso commissariamento della Laguna ai fini della bonifica, dopo decenni di rigorosa applicazione dei vincoli paesaggistici e ambientali che hanno impedito a tanti cittadini, rispettosi della legge, di costruire anche solo un muretto.

Noi vorremmo un modello di sviluppo coerente con la nostra storia e sostenibile in modo autentico e duraturo, non un degrado irreversibile mascherato da un’immagine falsata di modernità, comunque superata dai tempi. L’isolamento e il ritardo di sviluppo socio-economico oggi non si superano con un’autostrada; non a caso il resto di Europa raccomanda di mettere in sicurezza strade già esistenti, di curare collegamenti ferroviari e marittimi e di diffondere banda larga e ultralarga.

Ora abbiamo la possibilità di fare scelte lungimiranti e responsabili, come ripetutamente suggerisce la Unione Europea, bocciando vecchi modelli che altrove hanno portato degrado, mentre noi chiediamo di essere cittadini di questa epoca, non di una passata che ormai vive solo nella testa di alcuni politici.»

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