GROSSETO – Sabato 20 febbraio alle 17 al Museo di Storia Naturale della Maremma, gestito dalla Fondazione Grosseto Cultura, si terrà un convegno sul tema “Vitozza: città perduta, una meraviglia da scoprire”. L’insediamento rupestre di Vitozza, nel comune di Sorano, è situato a nord della frazione di San Quirico, a circa due chilometri dal centro del paese, ed è uno dei principali insediamenti rupestri d’Italia per estensione.
A parlare dell’insediamento ci sarà Carmela Crescenzi, dell’Università di Firenze, che ha studiato a fondo la zona arrivando a scansionare la maggior parte delle grotte di Vitozza, quasi 200, un numero elevatissimo. I risultati della sua ricerca saranno presentati proprio il 20 febbraio con la proiezione di immagini in 3D per sottolineare i dettagli delle costruzioni che sono state utilizzate come rifugio anche durante la Seconda Guerra Mondiale.
A introdurre il convegno ci saranno Loriano Valentini, presidente della Fondazione Grosseto Cultura e Carla Benocci, sindaco di Sorano. A coordinare gli interventi il direttore del Museo di Storia Naturale Andrea Sforzi che traccerà anche un profilo naturalistico di Vitozza: in quell’area infatti è ancora presente una colonia di gambero di fiume, forse l’ultima della provincia di Grosseto e che rientra a pieno titolo tra le specie protette. Conclude il convegno il vicesindaco e assessore alla cultura di Sorano Pierandrea Vanni.
L’antica città di Vitozza sorse in epoca medievale, quasi sicuramente alla fine dell’XI secolo, attorno al castello edificato dalla famiglia Aldobrandeschi. Ma l’insediamento rupestre risultava abitato, molto probabilmente, già in epoca etrusco-romana. Dopo essere entrato a far parte della Contea degli Orsini, si verificò un progressivo abbandono del nucleo castellano e delle sue strutture difensive, per cause ancora ignote. In seguito si innescò un lunghissimo ed inesorabile declino: gli abitanti iniziarono a migrare in località vicine, dando inoltre vita all’adiacente borgo di San Quirico, nel corso del XVI secolo. Il definitivo abbandono di Vitozza avvenne alla fine del XVIII secolo.
L’area di Vitozza comprende oltre duecento grotte, adibite ad abitazioni fin dall’epoca medievale. Alcune erano ancora popolate nel Settecento, quando i Lorena effettuarono il censimento degli abitanti della zona. Le grotte adibite ad usi abitativi si estendono lungo i sentieri che attraversano il bosco che domina l’alta valle del fiume Lente, risalendola fino alla sua sorgente; alcune risultano piuttosto ravvicinate tra loro, mentre altre sono più isolate.
Nella parte nord-occidentale di Vitozza si trovano alcune decine di grotte, denominate colombari in base all’uso a cui erano destinate. Furono realizzate quasi certamente in epoca romana e rimasero attive anche durante tutto il Medioevo, con lo scopo di essere sfruttate per l’allevamento dei piccioni, pratica molto diffusa nel territorio di Sorano.
L’incontro su Vitozza è solo uno dei tantissimi eventi che quest’anno sii svolgeranno al Museo di Storia Naturale della Maremma che diventa sempre di più punto di riferimento scientifico per il nostro territorio e non solo.
Tutte le iniziative di Fondazione Grosseto Cultura sono consultabili on line sul sito www.fondazionegrossetocultura.it attraverso SMAC, il piano formativo dedicato a Scienza Musica Arte e Cinema, che si può facilmente scaricare.
