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ilaria cucchi

“Sulla mia pelle”, in sala Tirreno il film su Stefano Cucchi: la sorella Ilaria ospite alla proiezione

13/10/18

EVENTO A PAGAMENTO
: Sala Tirreno Sala Tirreno Follonica
  • Tel. 339/3880312

Attenzione l'evento è già trascorso

FOLLONICA – Sabato 13 ottobre comincia la settima stagione cinematografica del Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica e siamo felici di comunicare che apriremo con uno tra i film più discussi e importanti di questa stagione cinematografica: “Sulla mia pelle – Gli ultimi 7 giorni di Stefano Cucchi” di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca. Ilaria Cucchi parteciperà all’ evento in collegamento video intervenendo al termine di ciascuna proiezione.

L’evento – in collaborazione con Associazione Stefano Cucchi Onlus – è in programma con doppia proiezione alle ore 17:30 e 21:30.
Viste le molte richieste è consigliata la prenotazione da effettuare chiamando il numero 339/3880312. Le proiezioni avverrano presso la Sala Tirreno in via Bicocchi 53 a Follonica (GR).

Il film è stato presentato con straordinario successo al recente Festival di Venezia e si è aggiudicato il PREMIO FEDIC, il PREMIO FRANCESCO PASINETTI SPECIALE AL FILM E AI MIGLIORI ATTORI: (ALESSANDRO BORGHI e JASMINE TRINCA).

Si tratta dell’emozionante racconto degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi e della settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia. Queste le parole del regista Alessio Cremonini:
“Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in più. Nei sette giorni che vanno dall’arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale incontrato da Stefano durante la detenzione che mi ha spinto a raccontare la sua storia: sono numeri che fanno impressione, perché quei numeri sono persone”.

“Di tutta la vicenda, le polemiche, i processi – conclude il regista – è l’ovvia ma allo stesso tempo penosa impossibilità di difendersi, di spiegarsi, da parte della vittima ad avermi toccato profondamente: tutti possono parlare di lui, tranne lui. Ecco, Sulla mia pelle nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita”.

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