ORBETELLO – La Commissione pari opportunità comunale celebra la festa della donna con la proiezione a ingresso gratuito del film di Marta Savina “Primadonna” al cinema di Orbetello e la mostra, realizzata in collaborazione con l’associazione Olympia de Gouges, “I corpi delle donne come campi di battaglia”.
La Commissione pari opportunità del Comune di Orbetello, come di consueto, celebra la giornata dedicata all’affermazione dei diritti delle donne, portando nella sala del cinema lagunare la proiezione del film “Primadonna”, il primo lungometraggio della regista Marta Savina ispirato alla storia di Franca Viola: «Ancora oggi il coraggio di Franca Viola – spiega la vicesindaca lagunare Chiara Piccini, che presiede la commissione – è un esempio di grande coraggio. La voce di una donna che ha detto no e ha lottato per se stessa nell’Italia del dopoguerra, dove la violenza sessuale non era ancora considerata un crimine da punire, ma una vergogna da nascondere dietro al matrimonio riparatore».
«La forza e la determinazione di Franca – aggiunge Piccini – sono state portate sul grande schermo da Savina e la nostra Commissione pari opportunità ha scelto “Primadonna” proprio per celebrare il coraggio delle donne e per raccontare la storia di un Paese dove il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981 e dove, nonostante le lotte e l’impegno, ancora c’è molto da fare per raggiungere la parità dei sessi».
La proiezione, che si terrà lunedì 9 marzo alle 17,30, è gratuita.
Domenica 8 marzo alle 16,30 sarà inaugurata, nella sala espositiva ex Frontone di Talamone, la mostra “I corpi delle donne come campi di battaglia”, promossa dall’associazione Olympia de Gouges in collaborazione con la commissione pari opportunità le immagini della fotoreporter Cinzia Canneri, fotogiornalista internazionale specializzata in temi di genere, ambiente e migrazioni. Ad aprire l’inaugurazione sarà la presidente dell’associazione Sabrina Gaglianone che presenterà l’autrice, la quale a sua volta interverrà accompagnata da Nadia Nur rappresentante della diaspora eritrea.
Il progetto, che ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il World press photo 2025 ed è stato esposto in numerose mostre a livello internazionale, indaga la violenza sessuale come arma di guerra attraverso il viaggio migratorio di donne eritree e tigrine, con un focus sulla guerra in guerra del Tigray. I loro corpi, campi di sopraffazione, diventano anche spazi di resistenza collettiva e richiesta di giustizia.
La mostra fotografica proseguirà da lunedì 9 a domenica 15 marzo con i seguenti orari: da lunedì a venerdì ore 17-19, sabato 14 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica 15 marzo dalle 10 alle 12.
