SCANSANO – Il Teatro Castagnoli accoglie nuovo capitolo della rivoluzione educativa di Alberto Manzi. Scansano ospiterà, domenica 13 aprile alle 17.30, l’evento ad ingresso libero “Non è mai troppo Manzi. Storia di un’Italia e di un maestro che le insegnò a imparare”.
La “narrazione scenica”, nata da un’idea della Consulta per il sociale di Pitigliano e valorizzata dal Teatro Boni, celebra la figura di Alberto Manzi, il pioniere dell’alfabetizzazione e l’innovatore dell’educazione in Italia.
“Sul palco – dichiarano gli organizzatori – la coppia che alla prima ha fatto registrare il sold out: Silvia Mobili, giornalista di Radio Capital, nota al pubblico per il suo stile brillante e coinvolgente e Emilio Celata, attore simbolo del Teatro Boni di Acquapendente apprezzato per lo stile dirompente e innovativo. Questa volta, a rendere l’evento ancora più suggestivo, parteciperanno anche il coro della scuola di Musica di Scansano, ‘Maremma che voci’, arricchendo la narrazione con un tocco musicale carico di emozioni e alcuni ospiti della Rsa San Giovanni di Scansano che coinvolgeranno il pubblico con vecchi ricordi”.
Un viaggio attraverso le parole, i metodi e i valori del maestro Manzi che, con la storica trasmissione “Non è mai troppo tardi”, ha insegnato a milioni di italiani non solo a leggere e scrivere, ma anche a pensare, a essere liberi e a difendere il proprio spirito critico.
“L’evento ha riscontrato l’entusiasmo dell’Amministrazione comunale di Scansano, che si è fatta portatrice della sensibilità e del sostegno culturale. La sindaca Maria Bice Ginesi e l’assessora alla Cultura Irene Terzaroli hanno espresso il loro apprezzamento per il progetto, riconoscendo in esso un importante contributo alla diffusione del pensiero educativo di Manzi, capace di unire generazioni e culture – concludono gli organizzatori -. Con un mix di teatro, narrazione e musica, ‘Non è mai troppo Manzi’ si propone di far rivivere il messaggio universale di un Maestro che ha trasformato l’istruzione in un atto di emancipazione e speranza. L’evento viaggia verso teatri e piazze, portando con sé l’eredità di Manzi e la promessa di un futuro in cui la cultura e l’educazione sono un dono per tutti”.
