FOLLONICA – domenica 15 marzo alle ore 18 e alle ore 21:30 l’associazione Piccolo cineclub Tirreno, presso la sala Tirreno, organizza una doppia proiezione in prima visione assoluta di un film importante e necessario – “La voce di Hind Rajab”. Diretto da Kaouther Ben Hania, sarà in gara alla notte degli Oscar 2026 lunedì 16 marzo per la vittoria premi della categoria miglior film internazionale.
L’ingresso non sarà solo per i soci, visto lo scopo benefico dell’evento, ma aperto a tutti con un contributo minimo richiesto di 5 euro. Per partecipare, a causa di un numero limitato di posti, è raccomandata la prenotazione da effettuare contattando il numero 3393880312. Il ricavato sarà devoluto a Progetto Rifqa Odv e a Un ponte per, che si occupano, nel territorio di Gaza, di aiutare la popolazione e di organizzare progetti a sostegno dei palestinesi.
A termine di ciascuna proiezione sarà previsto un contributo video realizzato dai gazawi del Progetto Rifqa, impegnati in prima linea nel supporto alla popolazione locale palestinese, e da Giulia Torrini presidente di Un ponte per.
Tra le organizzazioni non governative attive nella Striscia di Gaza regna incertezza in merito al loro futuro ed è inoltre in corso una catastrofe umanitaria senza precedenti a causa della distruzione diffusa delle infrastrutture idriche. Per questo motivo l’associazione follonichese ha deciso di organizzare nuovamente un’iniziativa chiamata “Parliamone…senza tregua” che focalizza l’attenzione, degli appassionati di cinema e non solo, sull’importante tema poiché, come affermano, è giusto e doveroso continuare a parlarne senza tregua.
Le associazioni
Progetto Rifqa Odv – è un’organizzazione di volontariato che ha l’obiettivo di aiutare le persone a Gaza, fornendo beni di prima necessità come cibo, acqua, kit igienici, supporto psicologico e assistenza sanitaria per bambini, donne e anziani. L’associazione collabora con persone locali fidate per garantire che gli aiuti siano mirati e rispondano alle reali esigenze della popolazione, mantenendo un contatto diretto con il territorio.
Un ponte per – da oltre trent’anni sostiene le popolazioni sotto attacco, denunciando la violenza delle guerre, le violazioni dei diritti umani e portando la solidarietà nei luoghi di conflitto dall’Asia Occidentale all’Europa. L’associazione ha realizzato negli anni progetti educativi, sanitari, umanitari, culturali, di costruzione del dialogo e della coesione sociale.
Il film
Il lungometraggio, prodotto da Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Jonathan Glazer e Alfonso Cuarón, è stato accolto dal pubblico della Mostra del cinema di Venezia con una standing ovation record di 24 minuti di applausi e si è aggiudicato il Leone d’argento – Gran premio della giuria.
Gaza, 29 gennaio 2024. Una telefonata raggiunge il centralino della Mezzaluna rossa. Dall’altro capo del filo, la voce di una bambina intrappolata in un’auto, nel mezzo di una sparatoria. Ha cinque anni, si chiama Hind Rajab, e chiede aiuto. Con lucidità e tenerezza disarmanti, racconta ciò che accade attorno a lei mentre attende, sola, che qualcuno venga a salvarla.
Il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=wXDxhHwpExk
“La voce di Hind Rajab” è un thriller dell’impotenza, che fonde finzione e cronaca nella voce di una bambina di Gaza. Cinema che non solo racconta, ma rivendica il diritto di entrare nel cuore del conflitto per scardinare l’indifferenza. Un’opera intensa e necessaria che dà voce a una storia reale, trasformando il dolore individuale in memoria collettiva. Un film che interroga la coscienza e il ruolo delle immagini. È stato definito “Cinema al servizio degli esseri umani. Un’opera importante che tiene viva la fiamma dell’indignazione”. “La voce di Hind Rajab” non è un film di intrattenimento ma è comunque un’esperienza che, pur mettendo a dura prova la nostra capacità di restare in sala a guardare, ci rende testimoni, e a nostra volta portatori, di un messaggio necessario a non permettere che l’orrore diventi soltanto un dato statistico.
Pochi giorni fa la regista Kaouther Ben Hania ha rifiutato di ritirare il premio “The most valuable film of the year” per il suo film “The voice of Hind Rajab” al gala Cinema for peace che si è svolto al Festival del cinema di Berlino, in segno di protesta nei confronti di persone, presenti in quella sede, che hanno dato copertura politica al genocidio di Gaza.
Il suo discorso: «Quello che è successo a Hind non è un’eccezione. È parte di un genocidio. E stasera, a Berlino, ci sono persone che hanno dato copertura politica a quel genocidio, riformulando l’uccisione di massa di civili come ‘autodifesa’, come ‘circostanze complesse’ e denigrando chi protesta. Se parliamo di pace dobbiamo parlare di giustizia. Giustizia significa responsabilità. Senza responsabilità non c’è pace. L’esercito israeliano ha ucciso Hind Rajab, ha ucciso la sua famiglia, ha ucciso i due paramedici che volevano salvarla, con la complicità dei governi e delle istituzioni più potenti del mondo. Mi rifiuto di lasciare che le loro morti diventino lo sfondo per un cortese discorso sulla pace. Non finché le strutture che le hanno rese possibili rimarranno intatte. Quindi stasera non porterò a casa questo premio. Lo lascio qui come promemoria. E quando la pace sarà perseguita come un obbligo legale e morale, radicato nella responsabilità per il genocidio, allora tornerò e lo accetterò con gioia».

