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La vita di san Francesco va in scena: appuntamento al Teatro degli Industri

15/05/20

EVENTO A PAGAMENTO
: Teatro degli Industri - Teatro Degli Industri, Via Giuseppe Mazzini, Grosseto, GR, Italia - Inizio ore 21

GROSSETO – Viste le recentissime disposizioni, che prorogano la chiusura dei teatri fino al 13 aprile, si comunica che lo spettacolo musicale Francesco e l’infinitamente piccolo di e con Fabio Cicaloni, che avrebbe dovuto tenersi il 7 aprile prossimo al Teatro comunale degli Industri, è rinviato a venerdì 15 maggio. Restano validi i biglietti già acquistati. Se la data non dovesse essere confermata per nuove disposizioni, si procederà al rimborso degli stessi.

Si pregano tutti i destinatari in indirizzo di dare più ampia diffusione di questa comunicazione.

Con uno slittamento dal 3 marzo al 7 aprile debutta al Teatro comunale degli Industri il recital musicale di Fabio Cicaloni Francesco e l’infinitamente piccolo.

L’artista grossetano, che vanta nel suo passato di cantautore e interprete della musica d’autore importanti collaborazioni che gli sono valse anche il Premio Musicultura e una vittoria al Girofestival, porta in teatro la storia negata e l’esperienza umana di uno dei personaggi storici della cultura italiana più amati al mondo. San Francesco d’Assisi non è solo un santo della cristianità, ma una figura universalmente riconosciuta e fra le poche che riescono a mettere d’accordo tutte le religioni.

Fabio Cicaloni ha lavorato per tre lunghi anni alla stesura di questo spettacolo che intende raccontare l’uomo Francesco, o meglio quel Giovanni, figlio di Pietro di Bernardone e di Madonna Pica che le biografie ufficiali e la cinematografia più tradizionale ci hanno sempre proposto come santo da subito, convinto delle sue scelte, rigoroso nelle sue decisioni e soave nel suo comportarsi.

Il recital di Cicaloni va invece oltre le agiografie di Bonaventura da Bagnoregio o le due Vite di Tommaso da Celano, per occuparsi invece della Leggenda dei tre compagni e dello Specchio di perfezione, servendosi non solo delle fonti francescane, ma affondando le ricerche nei testi di Sabatier, Le Grof, Bobin, Hermann Hesse, Bragadin, Frugoni e Mercuri e studiando in particolare le sceneggiature della regista Liliana Cavani, affascinata da sempre dalla figura del santo d’Assisi.

Lo spettacolo – Il recital di Cicaloni si snoda intorno a 9 capitoli della vita di san Francesco, dalla giovinezza come re delle feste all’impegno dei frati e del papa a mantenere il ricordo del corpo e dello spirito.

Sul palco, oltre all’artista grossetano, ci sono due bravissimi musicisti anch’essi di spiritualità francescana: il maestro Carlo Recchia, violinista che ha partecipato a diverse formazioni musicali di vario stile e che attualmente insegna strumento alla scuola Don Milani di Orbetello, e il chitarrista Claudio Buselli, anch’egli proveniente da esperienze musicali in diverse formazioni. L’incontro musicale fra i tre nasce proprio nel convento di San Francesco a Grosseto, in occasione della rievocazione del transito del santo.

“Durante le prove è nato da subito un feeling musicale emozionante e commovente. Dopo l’esecuzione de La sua figura, composta da Giuni Russo e ispirata a un testo poetico di Giovanni della Croce, c’è stato un silenzio così profondo e intenso che nessuno dei tre riusciva a rompere. L’emozione era così tanta, che abbiamo da subito capito che non eravamo lì per caso. In qualche modo eravamo stati scelti per fare qualcosa di veramente bello insieme e così abbiamo deciso di preparare questo recital e portarlo nei teatri”.

Oltre le letture francescane, i brani cantatati scelti nel repertorio di Branduardi e Riz Ortolani, e le digressioni personali e intime di Cicaloni, l’attore mette al centro del suo recital anche un’affabulazione medievale alla maniera di Dario Fo, un breve racconto tratto da testi in volgare del trecento e rivisitati in chiave drammatico-comica, per riportare sempre l’attenzione sul santo come uomo fra gli uomini. Non va dimenticato infatti che l’Assisiate non fu mai un eremita e che fu sempre proteso a una vita di fratellanza e convivialità.

Il tema del dubbio

Un tema poco affrontato nelle biografie ufficiali o negli spettacoli portati in scena su Francesco è quello del dubbio e della sconfitta che lo portarono a salire sul Monte de La Verna alla ricerca di una risposta che confermasse il suo operato e che gli mostrasse la strada da percorrere per le sue future decisioni. Non è il percorso di un santo che cerca la solitudine della preghiera fine a se stessa. Non è la scelta di un asceta che vuole liberarsi delle immondizie carnali di un mondo materiale. Francesco in quel mondo ci si è sempre sporcato e ha sempre voluto essere parte di quelle miserie umane.

Il Monte de La Verna rappresenta la spannung della sua tensione umana, il bisogno di un uomo sconfitto e lacerato dal dubbio che cerca risposte in un creato che sembra non parlargli più, un universo che è rappresentazione della bontà divina che ora appare muto di fronte alle sue difficoltà di uomo. Anche nello spettacolo questo è il momento più emozionante. Cicaloni abbandona gli abiti del cronachista per rivelarci un Francesco che parla agli uomini e li vuole rassicurare nei momenti di maggior sconforto.

“Tanti anni fa, in un momento difficilissimo della mia vita, ebbi la fortuna di incontrare Francesco. Fu questo incontro che mi permise di non perdermi e di non farmi schiacciare dai problemi dell’esistenza. La mia estrema sensibilità nei confronti del mondo mi portò allora a trascrivere i miei pensieri in una canzone in cui parole e musica nacquero di getto. Il titolo fu da subito “Francesco”, ma riascoltandola oggi, non saprei proprio dire se quella canzone parli di me o di lui”.

La scena scarna, i musicisti sempre al fianco, un palco da giullare affabulatore e una croce di San Damiano che sta per essere issata, sono gli unici componenti di uno spettacolo introspettivo e toccante.

“Non vestirò i panni di Francesco. Non ci saranno sai o tuniche, né immagini sacre canoniche. Il mio recital vuol essere un racconto di un’esperienza umana e sono lontane da me le provocazioni mediatiche di Achille Lauro. Lui fa benissimo il suo lavoro di provocatore che è perfetto nella pubblicità e nella moda, basti pensare alle meravigliose foto di Oliviero Toscani. Qui si parla, invece, di un uomo e del suo essere e sentirsi un uomo e non un santo, benché ogni gesto fatto da san francesco, dalla svestizione di fronte al tribunale ecclesiastico fino alle predicazioni davanti alle folle o le incursioni nelle porcilaie o i bagni di fango e pioggia, sono tutti gesti teatrali con un chiaro intento mediatico: risvegliare gli spiriti”.

Il debutto

Doveva partire il 3 marzo, ma partirà il 7 aprile nella stagione “Il teatro visibile” offerta alle scuole da una coorganizzazione di Comune di Grosseto e FITA – Teatro Grosseto di cui Cicaloni è presidente.

La prevendita è iniziata all’edicola La Pace (accanto alla chiesa del Sacro Cuore) e l’ingresso costa 10 euro.

L’appuntamento è dunque per martedì 7 aprile alle ore 21,00 presso il teatro degli Industri. Le scuole possono invece prenotarsi per lo spettacolo al mattino delle ore 10. Il costo per i ragazzi è di 5 euro

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