Quantcast
Magma 2016

La Galleria Spaziografico “occupa” il Magma e lo veste d’arte

22/04/21

:

FOLLONICA – In tempi di lockdown e con le gallerie chiuse al pubblico, la Galleria Spaziografico ha realizzato una serie di mostre site-specific pensate per “occupare” con opere d’arte gli spazi ancora desolatamente vuoti che abbiamo attorno.

Cento opere stampate su cartoncino, realizzate da trentanove artisti, sono state finora allestite nel Giardino di Norma Parenti, nel Chiostro di Sant’Agostino, sui gradini della Cattedrale di San Cerbone, nel Parco geotermico delle Biancane, nel Teatro del Ciliegio, sulle rive del Lago dell’Accesa: ciascuna mostra pensata con ambientazioni che dialogano con lo spazio disabitato.

In questo modo, Galleria Spaziografico vuole mandare il messaggio che l’arte non si ferma, che è possibile “disegnare” un ambiente e continuare a manifestare la nostra presenza creativa, in attesa che tornino – finalmente – anche le persone.

Occupazione 7 giovedì 22 aprile arriva nell’edificio più antico della Città di Follonica, il Forno San Ferdinando, oggi diventato Magma.

Rosso all’esterno, quasi a rappresentare il cuore pulsante delle Colline Metallifere, questo monumento di archeologia industriale custodisce all’interno reperti e testimonianze che narrano la storia dell’industria siderurgica italiana. È un luogo di grande fascino, dove è possibile immergersi nella vita e nel lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto.

Con l’idea che anche in tempi di chiusura l’arte non si deve fermare, Galleria Spaziografico porta questa mostra site-specific ad occupare lo spazio più misterioso e vitale del Magma, la fornace: proprio lì, un tempo, prendevano vita molti manufatti in ghisa di grande eleganza e bellezza… e ora altre opere, con altre forme, vengono allestite negli ambienti museali che attendono il ritorno del loro pubblico appassionato.

“La presenza di cento lavori su carta di trentanove autori apre un dialogo tra i creativi di ieri e di oggi: il materiale duro, pesante, che deve essere fuso per prendere forma fa posto a leggeri fogli bianchi su cui le opere sono solo riprodotte, non si possono nemmeno toccare – spiegano gli organizzatori -. Opere che invadono l’ambiente, che occupano una posizione strategica: sono lì per ricordarci che la creatività non si fa sommergere dagli eventi della storia e che, nel mondo, c’è sempre l’artista che continua a creare un qualcosa che prima non esisteva, per portarlo in superficie, sotto gli occhi di tutti.

Una storia che ci mette in contatto oggi con un’umanità profondamente ferita e smarrita, tuttavia in grado, anche nei momenti più difficili, di esprimere le proprie emozioni, i propri desideri, la propria capacità di vedere il mondo con gli occhi dell’immaginazione.

Ecco allora che Occupazione 7 recupera la passione delle persone che qui hanno lavorato e creato, per evidenziare che presto nel Museo tornerà a camminare un pubblico ammirato e curioso, passo dopo passo, uno dopo l’altro, come la presenza di queste opere adesso sta a testimoniare”, concludono.

Vuoi segnalare il tuo evento gratuitamente?

clicca qui e compila il modulo!