Don Giovanni - moscato

In città va in scena il “Don Giovanni” di Molière

12/01/20

EVENTO A PAGAMENTO
: Sala Friuli - S. Francesco, Via Andrea da Grosseto, Grosseto, GR, Italia - Inizio ore 17
  • Tel. 348 776 0518 , 347 458 1601

GROSSETO – Il Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio è lieto di annunciare che domenica 12 gennaio, alle 17, al Teatro San Francesco (Sala Friuli) di Grosseto, andrà in scena “Don Giovanni” di Molière, diretto da Giacomo Moscato. Si tratta del settimo e ultimo appuntamento della rassegna dedicata al 25esimo anniversario del Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio, fondato, appunto, nel 1994. Il costo del biglietto è di 10 euro ed è possibile prenotare i posti ai seguenti numeri di telefono: 348 776 0518 (Laura) e 347 458 1601 (Anna).

IL TESTO
Don Giovanni è un inguaribile libertino. Più forte di ogni remora morale è l’inappagabile desiderio di “collezionare” conquiste amorose; tuttavia – per quanto assurdo possa sembrare – lui, ogni volta, si innamora follemente della ragazza di turno e sinceramente desidera sposarla; poi, però, trascorsi i giorni (o talvolta gli attimi) della conquista, il sacro fuoco dell’amore si esaurisce e Don Giovanni rivolge altrove le sue attenzioni finendo per innamorarsi nuovamente di un’altra donna.

Va da sé che, in una società dominata dai valori religiosi imperanti, da una spiccata moralità e da un senso dell’onore da difendere a ogni costo, la figura “demoniaca” di Don Giovanni finisca inevitabilmente per essere messa all’indice, suscitando le ire e le vendette di tutti quei padri, fidanzati e fratelli intenzionati a lavare con il sangue l’onta familiare arrecata.

Don Giovanni, con i suoi comportamenti immondi, sfida il Cielo e, per questo, deve essere punito; e a nulla vale il fatto che la società che lo giudica e che vuole metterlo alla pubblica gogna, sotto sotto, sia più corrotta di lui; come dice lo stesso Don Giovanni <<l’ipocrisia è un vizio di moda e tutti i vizi di moda passano per virtù>>.

LA REGIA
“Don Giovanni” è un classico senza tempo, capace di attraversare i secoli e arrivare a noi con la dirompente efficacia di un personaggio a noi contemporaneo. Dopo la versione tragica e moralista di Tirso de Molina, il genio comico di Molière consegna all’umanità un’intuizione straordinaria: quella di raccontare la tragedia di Don Giovanni con i toni buffi e spiritosi della Commedia dell’Arte, donandoci un vero e proprio capolavoro del teatro tragicomico.

Questo adattamento, senza nulla togliere alla drammaticità del finale e di alcune importanti scene, approfondisce due linee di sviluppo fondamentali per capire fino in fondo il capolavoro molieriano: l’esilarante comicità dei personaggi e delle situazioni e la graffiante critica sociale dell’autore nei confronti dell’ipocrisia del suo (e del nostro) tempo.

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