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“Il silenzio dei minatori” si apre a Montieri la mostra scultorea di Enzo Arduini

12/08 » 08/09/18

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: Montieri Montieri, GR, Italia

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MONTIERI – Domenica 12 agosto a partire dalle 17.30 verrà inaugurata, a Montieri, presso il portico della Chiesa di S. Francesco, la mostra di scultura di Enzo Arduini “il silenzio dei minatori”. La mostra resterà aperta dal 12 agosto all’8 settembre. Durante tutta la durata della mostra sarà proiettato il film “L’Arte nelle Mani”.

L’attività estrattiva di piombo, rame e argento è stata la principale ricchezza del comune di Montieri, quella di pirite si è protratta fino agli anni novanta del XX secolo, fino alla chiusura della miniera di Campiano, presso la frazione di Boccheggiano. Lo sfruttamento delle miniere di rame e d’argento risale probabilmente ad epoca etrusca, ma conobbe il suo massimo splendore nel medioevo: pozzi di estrazione furono disseminati in molte zone del Poggio di Montieri. Le miniere nel IX secolo divennero possesso del Vescovo di Volterra, che le amministrò per circa quattro secoli. I filoni mineralizzati erano costituiti principalmente da solfuri misti di piombo, zinco, ferro, rame e bismuto (galena, blenda, pirite, calcopirite, tetraedrite). Oltre ai minerali venivano estratti anche diaspro, quarzo, calcare rosso ammonitico, che a Siena ritroviamo in pavimenti e facciate dei capolavori dell’edilizia sacra.

“Mi piace pensare ai minatori etruschi giù, nella “buca delle fate”, ad estrarre rame e argento, ignari di decime e corbelli, a modellare fibule e bracciali per dame vanitose afferma Vera Giommoni -. E poi ecco i maestri del focolaio della cultura italiana, eppur muti protagonisti della storia non raccontata dell’umanità. Salti storici dove la leggenda si impasta con la fantasia e con la realtà. E sempre una dura realtà: “I Minatori” lì, nel silenzio delle tenebre, a dissotterrare l’alba. Ieri, intorno alla metà del Settecento, un imprenditore livornese affidò al minerista veneto Giovanni Arduino la direzione della miniera Le Carbonaie. Egli scoprì anche altri giacimenti, furono costruiti una fonderia e alcuni edifici destinati ad abitazioni e uffici, poi la miniera chiuse per la scarsa produttività (Ricerche storiche di Giovanni Targioni Tozzetti). Oggi l’artista Enzo Arduini ne trae forme che appartengono a civiltà primordiali, in terre concrete e reali, se pur immaginate e adesso, in un mondo dove distanze e separazioni sono in via di abolizione, diventano criptogrammi, fantasmi psichici che riemergono”.

“L’artista contemporaneo, che vive tra la Germania e la Toscana, a Travale, cattura gli echi delle cosiddette “civiltà superiori” – prosegue Giommoni -, che declina con accenti tribali. Il bagaglio di effigi che conserva nel proprio immaginario gli consente di ricostruire popoli ed etnie lontani, diversi tra loro, ma sapientemente testimoni di storie perdute. Erede dei più insigni scultori del passato, Arduini cerca la bellezza che si nasconde nella forma, visibile solo agli occhi interiori dell’artista, ma da questi specchiati a tutti noi. L’opera “Il Silenzio dei Minatori” diventa così un luogo in cui lo spazio e il tempo si riconciliano nello sguardo umano. Un posto dove tutte le storie degli uomini si addensano in un’esperienza di visione. Spero che i visitatori guardino i feticci del mondo parallelo immaginato da Arduini con la stessa carica emozionale di chi si accosta ad archetipi che, dimenticati, repentinamente riaffiorano dalle soffitte, dalle cantine e dalle cave della propria mente. Fiatiamo tutti e con tutta la nostra forza perché la voce muta giunga all’altra riva del conflitto”.

Enzo Arduini è nato nel 1952 a Ferentino, Lazio. Ha studiato pittura sotto la guida del Prof. Giuseppe Modica e Adolfo Loreti presso il Liceo Artistico di Frosinone e poi frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma, continuando i suoi studi di pittura e scultura alla scuola dei famosi artisti Avenali, De Chirico, Renato Guttuso e Pericle Fazzini. A Roma, ha lavorato due anni da Bertolini. In circa 30 anni, si è fatto un nome a livello sia nazionale che internazionale e può considerarsi nel novero degli artisti di successo più richiesti in Germania. Non solo pittore, ma anche scultore, Enzo Arduini vive, fin dal 1972, a Monaco di Baviera, ma ha sempre una grande nostalgia dell’Italia, sua terra natale. Gli piace farsi ispirare dalla bellissima terra Toscana dove, a Travale-Montieri, ha costruito il suo rifugio artistico e il suo secondo atelier.

Vera Giommoni, nata a Scansano, risiede a Castiglione della Pescaia. Laureata in Architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura a Venezia ed in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), indirizzo Arte, presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. Attualmente tiene attività seminariali presso vari centri culturali e presso il proprio spazio-laboratorio “IPPOSARTE” a Grosseto, dove accoglie anche laboratori tenuti da amici artisti.

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