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clown teatro studio

Il Mistero Buffo di Dario Fo in scena a Massa Marittima con il Teatro studio

05/02/17

EVENTO GRATUITO
: Paese Massa Marittima, GR, Italia - Inizio ore 17

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MASSA MARITTIMA – Il Mistero Buffo di Dario Fo in una messa in scena del Teatro Studio di Grosseto, per la regia di Mario Fraschetti, andrà in scena all’interno della rassegna del Teatro del Terziere di Massa Marittima e del suo graziosissimo teatro, l’appuntamento col Teatro Studio e quattro pezzi tra Misteri e Giullarate, tratti dal bellissimo lavoro di Dario Fo Mistero Buffo, opera che gli valse il Nobeloper la letteratura, è per domenica 5 febbraio alle ore 17.

I brani sono: La Moralità del cieco e dello storpio, Il Matto e la Morte, Le tre Marie, La Resurrezione di Lazzaro. Interpreti Luca Pierini, Mirio Tozzini, Cosimo Postiglione, Enrica Pistolesi, Beatrice Solito, Daniela Marretti

Nella ricerca e nella produzione testuale e spettacolare di Dario Fo e Franca Rame, intitolata Mistero Buffo si attua la fusione tra quelli che sono gli aspetti di allegoria, e proposito didattico-moraleggiante, propri del dramma religioso medievale (miracoli, misteri, moralità e passioni) e la comicità, la poesia, la satira del teatro popolare e in particolare di quella espressione spinta, frizzante, vivace e sardonica che è propria del teatro giullaresco.

La Morale del cieco e dello storpio (moralità), un esilarante duetto tra un cieco e uno storpio che cercano di sfuggire alla presenza del Nazareno in giro per la città per evitare di esserne miracolati e perdere il privilegio di viver mendicando. Grande comicità, satira e umanità.

La Madonna incontra le Marie (passione laica) un quadro popolare di teatro religioso, tradotto in pseudo volgare toscano, di grande umanità, che vede la Madonna incontrare al mercato delle amiche e discorrere con loro del più e del meno, mentre si consuma, a sua insaputa, la crocefissione del figlio. Un interruzione drammatica alla sequenza ritmatissima e fortemente comica delle giullarate, che reca in sé il sorriso del teatro popolare e la pietas profonda che scaturisce dal tema umano della perdita di un figlio.  

Il Matto e la Morte, una scena squisitamente teatrale carica di simbolismi, comicità e drammaticità al tempo stesso, nel quale incontriamo il personaggio del Matto (il Giullare/Cristo) ed altri due avventori, intenti a scozzare destini giocando a carte ad un tavolo da osteria, mentre nella stanza accanto si brinda all’ultima cena di Jesus. Ad un tratto nella sala irrompe la Morte, lì giunta a prendersi Jesus, e il Matto, spaventato dalla sua presenza la seduce. Un incontro erotico quello del Matto con la Morte, fatto di ebrezza e passione, a ricordarci che nel riflesso capovolto della pazzia, c’è la saggezza che vince la morte.

Un testo di origine croata che ci offre uno spaccato del teatro popolare dei primordi, dove il matto indica il personaggio di contrappunto, il capovolto, il fuori regola che non accetta né consuetudini né logica e rappresenta, allegoricamente, tutti i cosiddetti “fuori”, gli irregolari, vuoi per mestiere, per censo, per religione o  pensiero.

La Resurrezione di Lazzaro (giullarata) “Lazzaro non appare neanche in questa ricostruzione del suo miracolo, giacché ciò che c’è dietro al racconto di queste gesta, non è certo l’alto messaggio mistico, ma la puerile tendenza al miracolistico, la superstizione e niente altro…casomai, già che ci siamo… due scommesse, un biglietto in prima fila, la possibilità di lucrare, magari rubare…” Una giullarata tradizionale, di grande caustica comicità, con forte coinvolgimento del pubblico (gli attori iniziano l’azione in platea).

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