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Municipio Argentario

I quadri più piccoli del mondo in mostra all’Argentario

29/07 » 05/08/17

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: Porto Santo Stefano Porto Santo Stefano, GR, Italia

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MONTE ARGENTARIO – I quadri più piccoli del mondo che hanno reso famoso il loro autore, Stefano Busonero, saranno in mostra nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Porto Santo Stefano da sabato 29 luglio a sabato 5 agosto.
Dopo l’inaugurazione alle ore 18.30, l’esposizione, patrocinata dal Comune di Monte Argentario, potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 18.30 alle 23.00 e ad allietare la manifestazione ci  saranno le chitarre di “Findi e Giocatore”, dove “Findi” non è che lo stesso Busonero il quale ha adottato questa sorta di nome d’arte.

Sulle pareti della sala consiliare si troveranno perlopiù paesaggi marini dell’Argentario dalle dimensioni microscopiche, che talvolta raggiungono misure sotto il millimetro. Curiosissime raffigurazioni dipinte su altrettanto curiosi supporti pittorici come, ad esempio, sul globo terraqueo della monetina da un centesimo, dentro le crune di piccolissimi aghi da sarta e nelle cavità di aghi di siringa, nonché su microscopici ritagli di schede telefoniche. Per far godere al visitatore questi piccoli capolavori, l’artista ha corredato ogni suo quadro con un lente d’ingrandimento. Insieme a questi, saranno esposti, realizzati dallo stesso pittore, anche quadri normalmente considerati di piccolo formato, cioè di dimensioni intorno ai 20 x 30 cm, raffiguranti scorci, marine e barche di Porto Santo Stefano.

I quadri più piccoli del mondo sono valsi a Stefano Busonero l’inserimento nel libro del Guinness dei Primati (pag. 186 dell’edizione italiana 1996) con il ritratto di Oliver Hardy di 0,049 mmq. di superficie, partecipazioni a programmi televisivi sulle reti Rai e Mediaset, critiche di personaggi del calibro di Maurizio Costanzo e Vittorio Sgarbi, ed articoli oltre che sui giornali locali, su La settimana enigmistica, Repubblica, L’Unità, Il Messaggero. Curioso è il fatto che Busonero ha creato questo filone artistico come “provocazione” per dimostrare che la pittura, oltre a non avere confini prestabiliti di ordine stilistico, non soggiace neanche a limiti spaziali.

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