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Da Venezia arriva uno dei film più belli della Mostra: “Il bene mio” è al cinema Stella

04/10 » 07/10/18

EVENTO A PAGAMENTO
: Cinema Stella via mameli 24 Grosseto

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GROSSETO – Arriva in sala, dopo la presentazione alle Giornate degli Autori di Venezia, “Il bene mio” di Pippo Mezzapesa, definito da molti come il più bel film italiano della Mostra del Cinema. Da giovedì 4 fino a domenica 7 ottobre è in programmazione al Cinema Stella di Grosseto il film del regista pugliese che racconta la storia di Elia, interpretato da Sergio Rubini, l’ultimo abitante di Provvidenza, paese distrutto da un terremoto, che rifiuta di adeguarsi al resto della comunità che invece, trasferendosi a “Nuova Provvidenza”, ha preferito dimenticare.

Per Elia, il suo paese vive ancora e, grazie all’aiuto del suo vecchio amico Gesualdo, che ha il volto di Dino Abbrescia, cerca di tenerne vivo il ricordo. Quando il Sindaco gli intima di abbandonare Provvidenza, Elia sembrerebbe quasi convincersi a lasciare tutto, se non cominciasse, d’un tratto, ad avvertire una strana presenza.

In realtà, a nascondersi tra le macerie della scuola, dove durante il terremoto perse la vita sua moglie, è Noor. Lei è una giovane donna in fuga e sarà questo incontro, insieme al desiderio di continuare a custodire la memoria di Provvidenza, a mettere Elia di fronte a un’inesorabile scelta.

Mezzapesa racconta con il suo film una vicenda esemplare di resistenza, un ostinato legame con il proprio piccolo paese, pieno di tracce di una vita intera lì trascorsa e vuole sottolineare come la storia, e la sua versione privata, la memoria, vadano conservate ben vive. Assolato e metaforico paesello, Provvidenza ci ricorda anche le fragilità che segnano il nostro territorio, la necessità di un impegno quotidiano per conservarlo e trasmetterlo a chi viene da fuori o al mondo. “Il bene mio” è la resistenza di un uomo al tempo e alla natura, una specie di utopia estrema che riconosce nella memoria la medicina a ogni degrado.

Il cinema di Mezzapesa si sofferma anche su due termini-chiave dell’elaborazione del lutto: ricordare o dimenticare, qui rappresentati dal borgo di Provvidenza distrutto dal terremoto e il nuovo paese. Ma mescola sapientemente anche situazioni comiche come nei suoi documentari su Pinuccio Lovero -il disoccupato che voleva fare il becchino in uno sparuto paesino della Puglia- con Sergio Rubini che sembra leggero come l’aria.

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