ARCIDOSSO – Simone Cristicchi, si definisce “rigattiere artistico o antiquario della memoria”, per questo, probabilmente, ha trovato sul Monte Labbro terreno fertile per il suo spettacolo. Dopo il rinvio del 10 agosto per maltempo, l’evento è stato riprogrammato mercoledì 12 alle 21.30. Cristicchi sarà protagonista di una storia realmente accaduta, più di cento anni fa, proprio nel luogo che farà da cornice naturale all’evento. Il pubblico potrà arrivare sul posto a partire dalle 17, attraverso un servizio navetta. Sarà uno spettacolo nello spettacolo, perché si potrà ammirare, dal monte, dove lo sguardo arriva fino al mare, un suggestivo tramonto, prima che inizi la rappresentazione.
«Sono onorato ed emozionato – dice Simone – all’idea di calcare un “palcoscenico” naturale di così potente fascino. Stiamo lavorando per realizzare una serata che per il pubblico possa essere indimenticabile, curando ogni dettaglio: dalle luci, all’audio, agli effetti speciali. Ma indubbiamente la suggestione più forte, il brivido sarà ascoltare questa storia immersi nella scenografia reale dove si svolsero molti di quei fatti: le rovine dell’eremo, della chiesa, la torre giurisdavidica, che per una notte diventeranno “protagonisti” dell’evento. Con le stelle cadenti, si aggiungerà una magia naturale a una serata, che vorrei fosse perfetta e quasi irripetibile».
Simone Cristicchi, nel suo decennale percorso artistico, ha subito sempre il fascino per le storie poco conosciute e per i cosidetti “dimenticati”. Il suo lavoro di ricerca lo ha portato anche sull’Amiata dove ha avuto una fortunata collaborazione con il coro dei minatori di Santa Fiora. Nelle canzoni e negli spettacoli ha raccontato i matti, i soldati, gli esuli, i minatori. Molti anni fa venne a conoscenza della storia di Lazzaretti, Simone Cristicchi, ne rimase molto colpito, iniziò a documentarsi e, due anni fa, il regista e drammaturgo toscano Manfredi Rutelli, gli propose un suo testo, che narra la vicenda di David con un taglio divulgativo e allo stesso tempo “cinematografico”. «Nello spettacolo – dice Simone -, ci sono dialoghi, c’è un pizzico di dialetto, diversi personaggi da interpretare, c’è l’ironia, il grottesco, e un bellissimo colpo di scena finale». A quel testo, in questi ultimi mesi, ha poi aggiunto molte idee, caratterizzandolo con il linguaggio narrativo e attoriale che l’attore ha acquisito in cinque anni di esperienza nei teatri.
‘Il secondo figlio di Dio, sarà un monologo sulla vita, l’utopia e il pensiero di David Lazzaretti. Ne ripercorre la vita, le esperienze ed il sogno, fino alla tragedia finale. David Lazzaretti è una figura emblematica per l’Amiata, uno dei passaggi più significativi della sua storia recente; avversato dalla Chiesa, che lo considerava un illuso e ne condannò le opere. David voleva creare una comunità ‘la società delle famiglie cristiane’, dal 1872, al 1875, riuscì nel suo intento, coinvolgendo circa 150 nuclei familiari. Nel 1878 fu ucciso, perché considerato un personaggio pericoloso, elemento eversivo sia per lo Stato che per la Chiesa.
In questo primo studio Simone ha volutamente posto l’accento sull’aspetto idealistico di David che, secondo lui, ha più spazio rispetto a quello puramente religioso. Cristicchi punta sulla “forza di un uomo che crede nel suo sogno, e che pur di realizzarlo non si ferma davanti a niente e a nessuno. La storia di David insegna che tutti abbiamo un destino, un sogno in cui credere, e costi quel che costi, bisogna seguirlo fino in fondo. Ora sento di avere tra le mani una storia potente e “universale”, -commenta Cristicchi -, uno spettacolo che saprà appassionare non soltanto i toscani, ma il pubblico di tutta l’Italia. Sarà in un certo senso la “celebrazione” di un uomo straordinario e controverso, la cui storia avvince e fa riflettere’.
Il racconto sarà accompagnato dalle musiche di Gabriele Ortenzi, in un particolare mix di sonorità tradizionali ed elettronica. Presenterà anche un brano inedito per lo spettacolo: una canzone dedicata alla Terra, ai suoi frutti, alla pena e alla gioia che dà. Un primo studio che, dalle parole dell’artista, in un futuro prossimo vedrà uno sviluppo: «credo che scriverò altri brani per questo spettacolo, così da farlo rientrare nel genere che ho messo in scena con Magazzino18, il musical-civile».
