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Anche l’archeologia diventa partecipata: i cittadini protagonisti della ricerca

25/06/21

: - Inizio ore 10

GROSSETO – C’era una volta l’archeologo che studiava nel proprio ambito, Soprintendenza o Università, e si recava poi sul territorio per scavare; svolta la ricerca, spesso il tutto terminava con una relazione o, quando andava bene, con una pubblicazione ad uso e consumo degli addetti ai lavori.

Oggi l’archeologia pubblica rappresenta un metodo imprescindibile, che lega indissolubilmente archeologia, cultura popolare, testimonianze orali ed affezione al proprio territorio.

Fu la Convenzione di Faro del 2005 a legittimarla: nell’articolo 12 lettera A ribadisce “la necessità della partecipazione democratica dei cittadini “al processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione del patrimonio culturale”. Essa si fonda sul presupposto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrino tra i diritti umani, ed in particolare nell’ambito della libertà dell’individuo di prendere parte alla vita culturale della comunità ; ecco quindi che una nuova impostazione delle ricerche prevede l’aiuto di coloro che vivono in quel luogo, in un processo che porta consapevolezza della propria storia.

Il nostro territorio è stato molto fortunato, poiché oltre ad essere ricchissimo di testimonianze del passato, è stato indagato da uno dei pionieri dell’archeologia pubblica, che la praticava prima che venisse decodificata: il professor Riccardo Francovich con i suoi ottimi allievi ha scavato per anni coinvolgendo coloro che volessero essere parte della ricerca dell’antichità.

Anche in questo la scuola del prof. Francovich è stata all’avanguardia, ed oggi questo è il metodo di studio praticato in Maremma: partecipare agli scavi, sorvegliarli, tagliare l’erba, ma anche e soprattutto diffondere la consapevolezza del patrimonio culturale di cui tutti sono testimoni e custodi.

Un esempio sono gli scavi condotti in più località del comune di Civitella Paganico, ricco di testimonianze che vanno dall’epoca previllanoviana, a quella etrusca e romana, fino al XVI secolo.

Dei due scavi principali e dei molti altri in piccoli ma significativi siti si parlerà in una tavola rotonda, presente nel programma del Cartellone Eventi 2021 della Fondazione PUG, che si propone di comunicare l’andamento dei lavori e le ipotesi di studio sulle aree indagate ed organizzata da: Università di Siena, Fondazione Polo Universitario Grossetano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto ed Arezzo, Associazione Archeologica Odysseus.

L’incontro “Archeologia pubblica nel territorio di Civitella Paganico” si svolgerà venerdì 25 giugno alle ore 10 e sarà possibile seguirlo in diretta su www.polouniversitariogrosseto.it

Parteciperanno alla conferenza:
Alessandra Biondi : Sindaco del Comune Civitella-Paganico

Matteo Milletti : Funzionario Archeologo presso Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

Didier Boisseuil : Maître de conférences en histoire médiévale (HDR). Co-directeur du département d’histoire et d’archéologie. Université de Tours

Valerj Del Segato : Archeologa Associazione Archeologica Odysseus

Roberto Farinelli : Ricercatore e docente Università degli Studi di Siena

Michelle Hobart : Adjunct Professor The Cooper Union for the Advancement of Science and Art

Andrea Marcocci: Archeologo Associazione Archeologica Odysseus

Paolo Nannini : Funzionario per le Tecnologie della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

Debora Quaglia: Archeologa Associazione Archeologica Odysseus

Stefano Ricci Cortili : Ricercatore e docente Università degli Studi di Siena

Alessandro Sebastiani : Ricercatore e docente University at Buffalo – SUNY

Maria Angela Turchetti : Funzionario archeologo presso Direzione regionale Musei Umbria (Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone).

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