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Oponopon - MATIA CHINCARINI

Alla Galleria Spaziografico c’è Oponopon, la mostra fotografica “fatta di amore e bellezza”

17/10 » 05/11/20

: - Inizio ore 16 - Fine ore 19
  • Tel. 333 9777614

MASSA MARITTIMA – Sabato 17 ottobre inaugura la mostra dell’artista veronese Matia Chincarini, un originale archivio di fotografie stampate su legno d’acero e un video che racconta una storia fatta di amore e bellezza. Appuntamento dalle ore 17 alle 19 alla Galleria Spaziografico di Massa Marittima, in vicolo del Ciambellano 7.

La mostra rimane aperta fino al 5 novembre dalle ore 16 -19 (chiuso il lunedì)

OPONOPON

Oponopon è un mantra amerindo che significa “Grazie, scusa, ti perdono, ti amo”. Nasce da una visione d’amore per la Natura e si svolge in termini di rituale sciamanico.

Oponopon è un percorso di bellezza che include perdono, ringraziamento e amore, attraverso la creazione di un archivio di semi di consapevolezza. Offre la possibilità di conoscere un albero e di sentirsi sintonizzati con le frequenze del regno vegetale.

Ecco Matia Chincarini che invita all’azione: “Cerca un albero o vai a recuperarne uno con la memoria e con il cuore e raggiungilo. Ti propongo di conoscerlo meglio, di abbracciarlo, toccarlo, sentirlo e di respirare insieme. Chiedigli, con rispetto, il permesso di prendere trefoglie e, portandomele, ti chiedo di sostituire i tuoi organi di percezione: gli occhi non vedono, ma sentono come un terzo

Ogni albero-uomo è seguito nel suo percorso dalla raccolta di notizie sul proprio albero; qualcuno può ricevere notizie di miti, altri di proprietà terapeutiche e altri ancora di…

Infine, le foglie di ogni albero-uomo sono raccolte insieme e vanno a dialogare con l’elemento fuoco, che usualmente serve per scaldare il corpo e che ora diventa fuoco per scaldare l’anima, attraverso un rito in cui le foglie vengono bruciate.

Parliamo di armonia e di bellezza. Di amare se stessi e gli altri. Tutto l’altro. Perché tutto è in continuo movimento, tutto è vivo e tutto ha spirito.

Un tentativo di mettere da parte la razionalità per una realtà che fluisce attraverso il cuore, in collegamento con la vita“.

Dell’evento partecipato rimane una testimonianza grazie all’archivio di foto stampate su supporti lignei, ceppi di acero tolti alle fiamme e tagliati a fette.

Il fare arte di Matia Chincarini coinvolge direttamente il pubblico nel processo creativo, lo fa diventare protagonista dell’azione e nello stesso tempo osservatore.

In questo modo emerge l’approccio relazionale e partecipato dell’opera, fatto di azione, scoperta dell’altro -l’albero, la vita, noi stessi- e d’incontro a più livelli, il tutto fuso nel

Le composizioni su legno, dunque, sono sì delle fotografie ma, nello stesso tempo, diventano un archivio di emozioni, sentimenti, stati d’animo, pensieri che ciascun ‘attore’ e ‘co-autore’ dell’opera lascia sul suo cammino, una traccia effimera e nello stesso tempo significativa e universale.

(a cura di Gian Paolo Bonesini)

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