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Museo Vetulonia (inviata da Comune)

Al Museo archeologico l’inaugurazione della mostra evento “Taras e Vatl”

20/06/21

: Vetulonia - Vetulonia, GR, Italia - Inizio ore 18

VETULONIA – “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Questo è il titolo della mostra archeologica 2021 che sarà inaugurata domenica 20 giugno alle 18 all’interno del Museo civico archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia. Per prendere parte all’evento occorrerà prenotare la seduta nella piazza, contattando la struttura vetuloniese al numero telefonico 0564948058.

Due giganti della storia dell’Italia antica, Taras-Taranto, colonia greca di Sparta, e Vatl-Vetulonia, la celeberrima città della dodecapoli etrusca, saranno elevate al ruolo di protagoniste di un grande evento culturale che mette in scena a Vetulonia il primo dei tre atti: due mostre, una al Falchi di Vetulonia e al Nazionale di Taranto, città si terrà anche un convegno.

Un appuntamento unico e tripartito, che vede protagoniste due realtà, l’una greca e l’altra etrusca, con destini fin dalle origini della loro storia intrecciati con il mare che, con i suoi simboli, si impone come il vero primo attore dell’intera vicenda storica, sociale, economica dei due centri.

Il percorso della mostra vetuloniese si esplica in una sorta di racconto espositivo articolato in una serie di episodi distinti, ciascuno posto sotto l’egida di una particolare divinità venerata sia a Taranto che a Vetulonia, la cui narrazione è affidata di volta in volta ad assoluti capolavori dell’artigianato artistico tarantino ed etrusco, quali ad esempio la straordinaria testa di Ercole, replica marmorea romana in dimensioni ridotte del colosso bronzeo eretto nell’acropoli di Taranto da Lisippo nel IV secolo avanti Cristo, o la clava erculea in bronzo, attribuibile a una statua di stile di lisippeo restituita dai resti di uno dei quartieri della città antica di Vetulonia. Sarà esposto al MuVet il dinos dipinto dal pittore di Dario, uno dei maggiori ceramografi italioti, che esibisce sulla faccia principale del vaso Eracle al cospetto del sovrano egizio Busiride, e il cratere monumentale a volute decorato dal Pittore del Sakkòs Bianco, che segnano rispettivamente il passaggio dall’episodio narrativo di Eracle a quello di Dioniso e da quello dionisiaco all’episodio dedicato alla sfera dell’oltretomba.

All’intenso dialogo culturale ed artistico che si instaura in età ellenistica (IV-II sec. a.C.) fra la produzione tarantina e quella etrusca si debbono gli straordinari gioielli in oro recuperati nelle sepolture dei membri del ceto abbiente, in particolare femminili, sia in Etruria che a Taranto e nel suo territorio. All’interno del Museo di piazza Vetluna si potranno ammirare corone e ricchi diademi in foglie laminate, o a cercine con fastose incisioni floreali, raffinate collane a maglie auree ed armille (bracciali) con terminazioni plastiche a testa di leone, anelli con castone adornato dai personaggi del mito a rilievo, elaborati orecchini dalle fogge più varie originali, a tubo con pendenti ad anfora o a cratere, a pavoncella, a testa di nero o di leone modellati nella forma caratteristica tarantina della navicella, impreziosita da grani aurei.

«Quest’anno – dice soddisfatto il sindaco di Castiglione della Pescia Giancarlo Farnetani – abbiamo il piacere di collaborare con due musei archeologici nazionali, quello di Taranto e quello di Firenze, e di rinnovare la collaborazione con il Nucleo tutela beni culturali della Guardia di Finanza di Roma, e questa speciale sinergia ha prodotto un risultato davvero sorprendente. L’attenzione di Simona Rafanelli, direttore scientifico del “MuVet”, si è spostata verso la parte meridionale della penisola italiana, andando alla ricerca dei rapporti intercorrenti fra le diverse culture che nell’antichità hanno popolato la Magna Grecia ove primeggia la colonia greca di Taranto, la cui storia appare intrecciata indissolubilmente con quella delle civiltà indigene».

«La mostra evento 2021 – sottolineano Susanna Lorenzini e Walter Massetti, rispettivamente assessori alla cultura e alla valorizzazione di Vetulonia – con l’esposizione nella cornice scenografica di un allestimento estremamente suggestivo, di oltre cento reperti di straordinario valore concessi in prestito temporaneo dal Museo archeologico nazionale di Taranto e, in minor numero, ma sempre di elevatissimo livello qualitativo, da quello nazionale di Firenze, cui si affianca una piccola ma significativa selezione di reperti concessi in prestito temporaneo dal Nucleo tutela della Guardia di Finanza, racconterà la trama di questi rapporti culturali e artigianali intessuta intorno alle due città protagoniste della mostra, la greca – Taras (Taranto) e l’etrusca – Vatl (Vetulonia)».

«Torneremo a vivere un momento importante, di festa e insieme di elevato livello culturale, domenica 20 giugno – assicurano Lorenzini e Massetti – che ci vedrà in presenza, seppure nel rispetto del distanziamento sociale e di tutte le norme in vigore ed inaugureremo “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Una mostra che avevamo programmato sin dal 2020 e che finalmente vedrà la luce, cui farà seguito nel mese di luglio, a Taranto, l’apertura del secondo atto dell’evento, rappresentato da una seconda grande esposizione che vedrà ospitare un prestigioso corredo principesco di Vetulonia».

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