A veglia teatro del baratto

Al festival “A veglia, teatro del baratto” si va a scuola di fantasia: il programma dell’inaugurazione

10/08/20

: - Inizio ore 18

MANCIANO – Lunedì 10 agosto a Manciano inaugurazione del Festival “A Veglia, teatro del baratto”: alle 18 con Emo Rossi e i musicisti e l’apecar con i prodotti locali. Presentazione dell’installazione del Teatro “Pane e mate” con i “Viaggi di Giovannino Perdigiorno”.

Dalle ore 18.30 alle 24.30 accesso all’installazione, per uno spettatore alla volta dal paese che appare e scompare fino alla biblioteca dell’orecchio acerbo, un viaggio nelle filastrocche di Gianni Rodari per grandi e piccoli (prima regionale).

Alle 21.30 all’archetto di via Primo Maggio, compagnia Post It 33 con “Il giovane, il grande, l’immortale Fellini”. Federico Fellini, il suo amico Alberto Sordi e il suo amore, Giulietta Masina, il grande regista e la sua umanità, raccontati con colori ed emozioni da Salvatore Riggi, Marco Allegretti e Giorgia Lunghi (prima assoluta).

Parte il festival “A veglia, teatro del baratto” con un’installazione diffusa per uno spettatore alla volta o per due se congiunti. Una nuova città sorgerà alle Muretta di Manciano e sarà visitabile da lunedì 10 agosto alle 18.30 fino alla notte di martedì 11. (Si raccomanda gli spettatori di arrivare con 15 minuti di anticipo per evitare assembramenti e compilare l’autocertificazione: è obbligatorio indossare la mascherina mentre si è in fila. Prenotare via WhatsApp al numero 3398512693).

“In questo periodo difficile ed impegnativo – spiega la direttrice artistica Elena Guerrini – dove soprattutto i bambini hanno sperimentato più di altri l’isolamento domiciliare, abbiamo pensato di ospitare un’installazione dove poter ricontattare lo spazio esterno attraverso un “viaggio di un giorno in dieci mondi immaginari, tra realtà e fantasia. L’installazione che arriva per la prima volta in Toscana, rispetterà pienamente le norme vigenti di contrasto al Covid. Ogni viaggiatore avrà un’attrezzatura personale che gli permetterà di agire in tutta sicurezza. L’installazione sarà sanificata prima e dopo l’utilizzo e il pubblico avrà a disposizione gel lavamani prima di entrare.

INSTALLAZIONE “I VIAGGI DI GIOVANNINO PERDIGIORNO” – L’installazione è ispirata alla poetica di Gianni Rodari, di cui si celebra quest’anno il centenario della nascita e in particolare ai viaggi di Giovannino Perdigiorno, libro per ragazzi scritto nel 1973. Si tratta di una serie di poesie o filastrocche, ognuna delle quali narra un’avventura del grande viaggiatore Giovannino Perdigiorno, che esplora posti incredibili: i paesi dove gli uomini sono fatti di zucchero, di sapone, di burro, di ghiaccio, di gomma, di carta o di tabacco, il pianeta di cioccolato, quello fatto di nuvole, quello malinconico e molti altri. L’ultimo paese visitato è il paese senza errore, dove tutto è perfetto.

MODALITA’ – L’installazione è un percorso ludico composto da dieci postazioni interattive per tutte le età ma rivolto soprattutto a bambini e genitori. Ogni postazione è ispirata a una delle filastrocche del libro di Rodari, ma anche ad altri paesi immaginari e condurrà il viaggiatore a sperimentare esperienze visive, sonore e olfattive attraverso il gioco. All’inizio del percorso la sorte (un dado da tirare) deciderà da quale postazione iniziare il percorso. Ogni postazione è costruita utilizzando prevalentemente materiali naturali o di recupero e rappresenta un piccolo mondo immaginario legato a una storia, un racconto e a differenti sensazioni ed emozioni attraverso:

PAESE CHE APPARE E SCOMPARE – Nel paese che appare e scompare, uomini e animali sono fatti di sabbia e di acqua, per vederli, anche solo per un attimo, bisogna chiamarli dipingendo con un pennello magico. Poi, altrettanto velocemente, spariscono alla vista. Ma loro sono sempre lì.

PAESE DI BATTINTORNO o delle campane e delle 33 rane. L’installazione assomiglia come forma alla cupola superiore di un campanile. Bisogna suonare le campane e subito dopo far cantare le rane. Ma si può fare anche altro.

PAESE DEI PAESI – Il Paese dei Paesi è come un grande condominio, ma se apri le sue finestre non vedi cucine, salotti o signori in canottiera: ci troverai i posti fantastici immaginati dal signor Rodari e molti altri, dove potrai viaggiare e giocare.

PAESE DELLE STRANE COPPIE – C’è un grande albero nella testa di scrittori come Rodari che non fa fiori ma immagini. Quindi, fra i rami vivono non le foglie e i fiori ma fotografie: di luoghi, di persone, animali. È compito del bambino scrittore, armato del suo bastone, quello di creare delle strane coppie, che non hanno legami fra loro. Ed è suo compito soprattutto, inventare un legame fantastico che li faccia stare insieme.

PAESE DELLE TESTE VUOTE – In questo paese le persone hanno la testa così vuota e leggera che non possono andare mai in giro senza il cappello che gliela tenga a posto. Bisogna aiutarli però a scegliere il cappello giusto e a farlo restare giù.

PAESE DI FANFARA (o il girotondo delle biciclette) – Installazione ciclistica da suonare correndo (qui come in un girotondo), come i bersaglieri, che si sa spesso suonavano anche in bicicletta, ma soprattutto come una volta si suonavano, e ancora si suonano, i cancelli o le ringhiere. Ci sono cerchioni, telai di bicicletta, arpe ciclistiche, campanelli e tutti i pezzi della fanfara ciclistica da percuotere, anche un grande cerchio di legno con forcelle-diapason di bicicletta. Il tutto si suona battendo e girando in tondo alla velocità che si vuole, magari anche cantando.

PAESE DI LUNA MATRONA – Antico paese dove si parla, si dice, la lingua della luna, che in pochi riescano a comprendere. Ci sono quadri dovunque, soprattutto di vecchie cucine piene di antiche storie che parlano da sole. Se infatti si schiaccia con un bastone il quadro del divano, questo comincerà a raccontare cosa gli è successo. Lo stesso farà il frigorifero, e la lampada, e la sedia. A volte i bambini riescono a capire cosa stanno raccontando, e lo possono anche registrare per chi proprio non ha orecchie per sentire.

PAESE DELLA NON SCIENZA – Il bambino entra nel laboratorio alchemico della non-scienza. Deve creare dal nulla una non-cosa, mescolando a suo piacere con il suo bastone i non ingredienti a sua disposizione (non sale, non acqua, non pepe…). Durante l’esperimento però qualcosa va storto, il bambino deve aver fatto un errore. Forse non ha seguito bene le istruzioni. Perché l’ingranaggio alchemico si aziona e appare dal nulla una torta spaziale: immensa, con cerchi di cioccolato e pistacchio e fiumi di panna montata. Ha fatto un errore, ma che bel risultato!

PAESE DELLO STIRO A SEGNO – C’è un Luna Park tutto blu, dove su un ripiano blu ci sono delle sagome di cartone, attaccate con una molla. Le sagome sono ispirate alla poetica di Rodari (Cappuccetto Giallo, un Filobus pieno di violette, un vigile con la tromba, il nonno che legge un asciugamano). Una voce registrata dà al bambino le indicazioni sul tiro a segno (“Prova a buttare giù quel filobus, quello pieno di violette con su scritto 75, quello che un giorno sbagliò strada…).

PAESE (BIBLIOTECA) DELL’ORECCHIO ACERBO – Paese-biblioteca delle lingue naturali: richiami uccelli a pedale o in “batteria” ma anche altri suoni naturali come quello del vento, dei tuoni, della pioggia etc… È organizzato come una sorta di grande libro: suoni ed esplori stando tra una pagina e l’altra. E suonando, una storia i suoni ti raccontano (o ti fanno venire in mente). La conduzione dell’installazione viene guidata dalla voce di uno o più personaggi: ogni postazione è fornita di dispositivo audio. Ogni volta che si arriva ad una postazione si può ascoltare la traccia abbinata, che spiega sia il contenuto fantastico della postazione sia come aggirarla. Ogni viaggiatore ha a disposizione un apposito kit personale che può usare in vari modi per agire sulle parti dell’installazione: un pennello magico e una bacchetta sottile con un gancio ad una estremità e un battente dall’altra: con il gancio si possono tirare anelli, corde con il battente si può percuotere. Alla fine del percorso ogni viaggiatore deve restituire gli attrezzi.

Il teatro laboratorio di figura “Pane e Mate” nasce nel 1999 a Milano dall’interscambio culturale tra diverse etnie (Italia, Argentina, Spagna) e porta da anni le proprie produzioni nelle scuole, nei festival nelle feste di piazza, nelle biblioteche e nei teatri. Ha partecipato con i suoi spettacoli a varie manifestazioni di Teatro Ragazzi in varie province italiane ed estere. Conduce varie attività di laboratorio di costruzione di strumenti musicali, burattini, pupazzi, marionette, maschere e giochi con materiale tradizionale (cartapesta, creta, gommapiuma) e di recupero (carta, plastica, pane secco) rivolti a bambini, insegnanti e animatori. Si occupa anche di corsi di aggiornamento per educatori ed insegnanti. Ha collaborato con l’edizione scolastica Juvenilia di Milano realizzando un capitolo sulla costruzione del burattino con svariati materiali per una guida didattica rivolta alle scuole Materne.

La scuola della fantasia del Teatro Pane e Mate è una grande struttura a due piani con giardino, palestra e tendone esterno che può ospitare fino a 130 bambini al giorno. Dal 2001 accoglie tutti gli anni per un’intera giornata classi delle scuole primarie e dell’infanzia provenienti da tutta la regione Lombardia.

A seguire, la compagnia di Roma Post It 33 con Salvatore Riggi, Giorgia Lunghi e Marco Allegretti ci porterà nel periodo giovanile di Federico Fellini: “Nata nel centenario della nascita di Federico Fellini, questa pièce teatrale nasce non per conoscere il personaggio, bensì la persona. Federico Fellini viene visto crescere di quadro in quadro, a partire dalla sua giovinezza romana, periodo in cui stringe amicizia con un giovanissimo Alberto Sordi, fino a terminare nuovamente in compagnia del vecchio amico, ormai attore affermato, con il quale volgerà lietamente un occhio a tutto il loro passato, e a quello che sarà il loro futuro nella memoria delle persone. Niente però può essere spiegato al meglio, se non si passa prima dal quadro centrale, il grande amore, Giulietta, motore della sua esistenza e roccia salda della sua vita. La Compagnia Post-it 33 affronta così lo studio di un uomo che ha saputo mettere la firma sul libro della storia, cercando di analizzarne i colori, i sapori, le emozioni e soprattutto la grande umanità che ha caratterizzato il grande Maestro.

Lo spettacolo di questa sera sarà in un luogo nuovo, un nuovo teatro all’aperto, sotto l’arco e lungo viale Primo Maggio. Portare la sedia da casa e il biglietto di ingresso a baratto. Se qualcuno non avesse il vino o l’olio, ci sarà l’apecar con i prodotti locali nei pressi del luogo di spettacolo. In caso di pioggia, gli eventi si svolgeranno presso il centro di aggregazione la Pesa, ex mattatoio, in via Circonvallazione Sud Manciano.

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