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Agli Industri torna “Non ci resta che ridere” con “La palla al piede”

15/04/18

EVENTO A PAGAMENTO
: Teatro degli Industri Teatro Degli Industri, Via Giuseppe Mazzini, Grosseto, GR, Italia

Attenzione l'evento è già trascorso

GROSSETO – Domenica 15 aprile alle 17, va in scena sul palco degli Industri “La palla al piede”, quarto appuntamento con la X° edizione di “Non ci resta che ridere”, rassegna di teatro comico e tragicomico promossa dal Laboratorio Teatrale “Ridi Pagliaccio”.
“La palla al piede” di Georges Feydeau è a cura della Compagnia “La Prova Generale” di Ribolla, con Laura Sottani, Serena Gaggioli, Ornella Tognarini, Norberto Sabatini, Paolo Banfi e Stefano Ricca e la regia è di Sandra Parisi e Paolo Banfi.

LA TRAMA (solo indizi)
Già con il titolo si va al nocciolo della questione: la “palla al piede” è una cantante di operetta (Lucette Gautier) alla quale l’amante (Fernand Bois-d’Enghien) non riesce a confessare di essere in procinto di convolare a (giuste?, lo vedremo) nozze. E la confessione si farà sempre più ardua allorché il quasi marito scoprirà che la quasi sposa ha organizzato, in occasione della stipula del contratto matrimoniale, una festicciola per allietare la quale ha chiamato ad esibirsi nientemeno che Lucette Gautier. Le intromissioni del povero Bouzin, che spera di “piazzare” un’orribile canzonetta da lui scritta, e le irruzioni di un ex-generale Irrigua, che intende conquistare il cuore di Lucette anche a costo di spargere del sangue, contribuiscono a rendere frenetico il ritmo e l’evolversi degli avvenimenti, sino alla chiusura definitiva del sipario.

L’AUTORE
Celebre in Francia alla pari di Molière, Georges Feydeau (1862 – 1921) è considerato uno dei padri nobili, e forse l’autore di maggior successo, del genere vaudeville. Feydeau ha sicuramente condotto a perfezione le peculiarità che contraddistinguono questo genere teatrale: intrighi amorosi intricati come un gomitolo disfatto e scompigliato da un gatto giocherellone, un susseguirsi di colpi di scena e brusche sterzate nel dipanarsi del racconto scenico, scanditi da continue entrate-uscite di personaggi che si evitano o tentano di evitarsi. Eccola, la cifra comica propria di Feydeau: il costante, quasi parossistico, evitarsi dei personaggi. Perché ognuno ha qualcosa (se non tutto) da nascondere ad altri (se non a tutti gli altri). Ed è questo evitarsi – spesso senza nessuna battuta – dei personaggi che provoca la risata sicura. Ed è con questo evitarsi – quasi sempre goffo e maldestro – che Feydeau “ridicolizza” i suoi personaggi/stereotipi e rivela la propria vocazione di satirico flagellatore della borghesia benpensante e oziosa della sua epoca. E lo fa in maniera diretta ed autentica. Sta tutta qui la sua incredibile attualità, la sua drammaturgica longevità.

LA CRITICA
“La “palla al piede” (…) porta il nome di Lucette Gautier e oppone tutta la sua capacità di resistenza al tentativo di Bois-d’Enghien, che sta per convolare a giuste nozze, di troncare la loro relazione. E’ la classica storia, raccontata più e più volte, delle relazioni amorose difficili da scollarsi di dosso (…) Dotato di una verve stupefacente, di un senso del ritmo indiavolato, di uno spirito lessicale incredibilmente spontaneo e, soprattutto, di un movimento scenico che non fallisce un colpo, Feydeau si lascia andare con nonchalance al suo talento naturale (…) Per lui, l’incidente è tutto e, siccome nove volte su dieci l’incidente è divertente, se non di una qualità estremamente raffinata (…) il pubblico ride, ride e ride all’infinito; perfino gli spettatori più cupi, quelli che si presentano a teatro già con la loro idea preconcetta nei confronti di tanta trascuratezza e inconsistenza (…) Non conosco altri autori di vaudeville dotati di una gioia comunicativa paragonabile a quella di Feydeau; lo hanno appena nominato Cavaliere della Legion d’Onore: ben venga!, siamo già stati talmente rabbuiati in più occasioni dalle opere di certi pessimi scrittori, che conferire un riconoscimento, anche se un po’ prematuro, a una persona che conta poco ma ci fa rallegrare, mi pare il minimo”. (Paul-Emile Chevalier – “Le Ménestrel”, edizione del 20 gennaio 1894)

“Non ci resta che ridere”, rassegna di teatro comico e tragicomico promossa dal Laboratorio Teatrale “Ridi Pagliaccio”:
– Co-Organizzazione: FITA-GROSSETO – COMUNE DI GROSSETO
– Primo Sponsor: BANCA TEMA
– Secondo Sponsor: NANNONI GRAPPE
– Produzione: Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio
– Direttore Artistico: Giacomo Moscato

BIGLIETTI: € 10,00 in vendita presso l’EDICOLA LA PACE (viale della Pace, Grosseto) a partire da due settimane prima di ogni evento
INFO: www.ridipagliaccio.itgiacomo.moscato73@gmail.com

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