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teatro industri

Agli Industri in scena “Rosalind Franklin. Il segreto della vita”

16/03/18

EVENTO GRATUITO
: Teatro degli Industri Teatro Degli Industri, Via Giuseppe Mazzini, Grosseto, GR, Italia

Attenzione l'evento è già trascorso

GROSSETO – Appuntamento a teatro degli Industri con “Rosalind Franklin. Il segreto della vita” per venerdì 16  marzo, ore 21.

di Anna Ziegler
con Lucia Mascino e Filippo Dini
e con (in ordine alfabetico) Giulio Della Monica, Dario Iubatti, Alessandro Tedeschi, Paolo Zuccari
scene Laura Benzi – costumi Andrea Viotti – luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
ideazione e realizzazione video Claudio Cianfoni
dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti
regia Filippo Dini
produzione Teatro Eliseo

In scena il racconto degli ultimi anni di vita della scienziata Rosalind Franklin, la donna che riuscì a fotografare un campione di Dna, con una complessa tecnica che sfruttava la diffrazione a raggi x. Un grande dono che Rosalind fece alla scienza, all’umanità e a se stessa. Nella storia della scoperta del Dna in molti hanno cercato di avere un ruolo e un riconoscimento, molti uomini e quasi tutti a discapito dell’unica donna coinvolta. Rosalind Franklin meravigliosa e detestabile, fuori dalle umane catalogazioni e difficile da raccontare. Questa pièce porta in scena la vicenda della scoperta del Dna che si interseca alla vita della scienziata attraverso personaggi che si muovono in un tempo indefinito, tra il presente e il passato dei ricordi.
Info: tel. 0564/488064, 334/1030779, www.comune.grosseto.it, www.toscanaspettacolo.itpromozione.cultura@comune.grosseto.it.

Lo spettacolo: La grande Storia, la scoperta della struttura del Dna e il piccolo straordinario racconto degli ultimi anni di vita della scienziata Rosalind Franklin. Ci troviamo di fronte ad uno degli avvenimenti più sconvolgenti e controversi nella storia del pensiero e delle conoscenze scientifiche. Tutta l’umanità si inchina e si compiace in un unico trionfale applauso nei confronti dei grandi scienziati che sono riusciti a decifrare quello che comunemente era definito “il segreto della vita”. La vicenda tuttavia fu tutt’altro che epica e nobile. I personaggi coinvolti in questa scoperta furono molti, tutti scienziati autorevoli che collaborarono in diverse fasi alla stessa ricerca, ma che furono vittime e carnefici, a seconda delle alterne fortune, delle reciproche invidie e desideri di riscatto personali.
Tutti lottarono per avere un personale posto di rilievo nella Storia, ognuno con le proprie capacità e spinto da personali motivazioni, talvolta anche nobili, ma sempre e comunque a discapito del sesto personaggio di questa storia, dell’unica donna di questa favola, una donna meravigliosa e detestabile, una persona limpida e contradditoria, ambiziosa e vigliacca, insomma una donna fuori dalle umane catalogazioni e impossibile da raccontare: Rosalind Franklin. Il testo si avvolge proprio come una doppia spirale intorno a lei, intorno alle sue brutture e alla sua grazia. Il suo merito fu quello di fotografare un campione di Dna con una tecnica delicatissima e complessa che sfruttava la diffrazione a raggi X. In particolare, la fotografia numero 51, riuscì a immortalare in modo più nitido la X della doppia elica del Dna. Un grande dono che Rosalind fece alla scienza, all’umanità e a sé stessa. L’ambiziosissimo James Watson, con la complicità del suo collega Francis Crick, sfruttò la fotografia per costruire un modellino del Dna, passare alla storia come il vero responsabile della “grande scoperta” e vincere anche il Nobel, nove anni dopo, quando ormai la povera Rosalind era già prematuramente scomparsa all’età di 37 anni.
Nel corso della pièce, i personaggi saltano continuamente da un presente, che non è definito, ad un passato, che è quello del ricordo, quello delle “scene”, in cui la Storia della scoperta del DNA si interseca con la storia di Rosalind. Le scene, quindi, si alternano con i commenti e le dissertazioni dei personaggi al presente, in un continuo susseguirsi di immagini che risultano distorte, non verosimili o non coerenti a giudizio della nostra logica educata, ma che inevitabilmente contribuiscono ad arricchire e a comporre quel film o quel sogno che lentamente si srotola sereno e perfettamente compiuto nella nostra mente.
Filippo Dini

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