nella città delle donne

A Poggio Capanne “Nella città delle donne”, lo spettacolo ispirato ai film di Fellini

14/08/20

: Poggio Capanne - Inizio ore 21.30

POGGIO CAPANNE – Venerdì 14 agosto a Poggio Capanne (Manciano) alle ore 21.30 in piazza Garibaldi performance teatrale ispirata ai film di Fellini con la Compagnia Art/Niveau: Caterina Fiocchetti, Giulia Zeetti.

“Nella città delle donne” viene presentato da Stefano Romagnoli, lo “Spettatoreprofessionista”. Durante la lavorazione de “La città delle donne”, alla fine degli anni ’70, Fellini invita a rileggere “La strada” come un film femminista. In un’intervista a Panorama del 1974, il regista esprime approvazione e appoggio apolitico per le rivendicazioni femministe “tanto più urgenti in un contesto arcaico quale quello italiano”.

A margine di queste encomiabili considerazioni, l’intervistatrice gli faceva notare che i modelli tradizionali di donna dei suoi film “illustrano esattamente il contrario di quello che dice”. E l’anno prima, mentre “Amarcord” trionfava pressoché ovunque, la neonata rivista “Effe”, prima rivista femminista italiana, eleggeva Fellini antifemminista del mese.

Della stesura delle motivazioni si incarica Adele Cambria: “che nel 1973 Fellini s’impaludì ancora tra i quattro stereotipi della madre, della moglie, della fidanzata e della puttana, ci pare un segno di arretratezza culturale”. Anni dopo, secondo una praticata seduttiva tipicamente felliniana, egli si rivolgerà proprio ad Adele Cambria per chiederle di scrivere “due paginette sulla musica della vagina” da utilizzare nel film “La città delle donne” (Da “Viaggio al termine dell’Italia: il carteggio inedito tra Fellini e Andreotti” – La Stampa di Gianfranco Angelucci, del 03 aprile 2012”.

In questa performance due attrici incontrano il mito: un regista e la sua immaginazione, lo cercano attraverso frammenti di film, i suoi bozzetti, aneddoti, canzoni, interviste, critiche cinematografiche, colonne sonore. Sceneggiature e personaggi dell’universo femminile felliniano provenienti dal profondo della sua immaginazione si intrecciano con le vicende biografiche del famoso cineasta.

La selezione dei contenuti mette in evidenza una visione polarizzata, seppure in dialettica, di Fellini sul “femminile” che sembra discendere da un’eredità post fascista che trova ancora un’eco nel contesto sociale attuale: la donna è innocenza o lussuria, l’angelo del focolare o la femme fatale, la pazza o la bigotta, Giulietta (Masina) o Sandra (Milo), ma anche il mito, la magia, il simbolo, la dea.

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