MAGLIANO IN TOSCANA – venerdì 6 marzo alle 17:30 al centro enoturistico di Magliano in piazza del Popolo, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con Auser e l’associazione “Letteratura e dintorni”, ci sarà l’evento per la presentazione del libro “Vero” (Mondadori) di Franco Forte che dialogherà con la scrittrice Dianora Tinti.
L’ingresso all’evento è libero e gratuito.
L’autore
L’autore, Franco Forte (scrittore, giornalista, editore, sceneggiatore e direttore editoriale delle collane da edicola di Mondadori, tra le quali Urania, Giallo Mondadori e Segretissima) – ha esordito come romanziere nel 1990 e da allora pubblica con continuità, scrivendo per le più importanti case editrici e firmando con Mondadori successi come “Carthago”, “Operazione Copernico” e “L’ora d’oro” da cui è stato tratto lo sceneggiato televisivo su Gengis Khan prodotto da Mediaset. Come giornalista ha diretto il mensile “Fiction tv” e ha ricoperto il ruolo di vicedirettore della rivista “PC World Italia”. È direttore responsabile di “Robot”, magazine di fantascienza, e della rivista per scrittori “Writers Magazine Italia”. È anche direttore e coordinatore del Delos Network, che comprende i siti Fantascienza.com, ThrillerMagazine.it, FantasyMagazine.it, HorrorMagazine.it e SherlockMagazine.it. Inoltre è stato autore di fiction televisive di successo come “Distretto di Polizia” e “R.I.S. – Delitti imperfetti” e per la Rai ha scritto alcune puntate della fiction “Alpha Cyber”.
Il libro
Il romanzo “Vero” – vede protagonista la storia dell’imperatore filosofo Marco Aurelio che è riuscito a conciliare, con il supporto dei filosofi greci, fermezza, bontà d’animo e ragioni di Stato. Un racconto che porterà il lettore a seguire l’affascinante e complessa vita di Marco Vero, destinato a diventare, appunto, Marco Aurelio, uno dei regnanti romani più illuminati. Uomo buono e colto, si adatta male alla spietatezza richiesta a chi è chiamato a governare un impero. In “Vero” si narra l’esistenza tormentata di un uomo che riassume tutte le contraddizioni del mondo antico, la cui propensione alla verità è stata così forte da valergli il soprannome di “Verissimo”, in omaggio al suo cognome, che lo rendeva “più vero del vero”.

