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A dieci anni dalla scomparsa allievi e colleghi ricordano Riccardo Francovich

03/04/17

EVENTO GRATUITO
: Polo Universitario Grossetano Polo Universitario Grossetano Societa' Consortile A Rl, Via C. L. Ginori, Grosseto, GR, Italia - Inizio ore 15

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GROSSETO – A dieci anni dalla scomparsa e a quaranta dall’inizio delle sue ricerche a Grosseto gli allievi, gli amici e i colleghi che hanno insegnato e operano presso il polo universitario di Grosseto hanno organizzato una giornata dedicata al ricordo di Riccardo Francovich.

Questa manifestazione si terrà nella sede di via Zanardelli a Grosseto, il giorno 3 aprile dalle ore 15 e si aprirà con una tavola rotonda dedicata alle ricerche intraprese dallo studioso e a quelle che sono seguite alla istituzione di laboratori di ricerca in Grosseto. Porteranno il loro saluto alcuni rappresentanti delle istituzioni che furono più strettamente connesse all’operato di Francovich: Francesco Frati rettore dell’Università di Siena; Antonfrancesco Vivarelli Colonna sindaco di Grosseto; Olga Ciaramella consigliere delegato alla scuola e università Provincia di Grosseto; Gabriella Papponi Morelli presidente del Polo Universitario Grossetano. Illustreranno la figura di Riccardo Francovich e l’evoluzione delle ricerche condotte sul territorio grossetano alcuni docenti dell’Ateneo senese a lui legati: Stefano Campana, Carlo Citter, Roberto Farinelli, Maura Mordini, Maura Sternini e Lucia Sarti.

Al termine i relatori accompagneranno i partecipanti ad una visita guidata del Museolab, all’ultimo piano del centro espositivo delle Clarisse.

La commemorazione grossetana costituisce parte essenziale del complesso delle celebrazioni dedicate al luminare a dieci anni dalla sua scomparsa, proprio in considerazione del profondo e duraturo legame tra lo studioso e la terra maremmana.

Il programma completo è consultabile in: www.dssbc.unisi.it/it/notizie/riccardo-francovich; www.polouniversitariogrosseto.it

Riccardo Francovich è stato definito a buon diritto uno degli “inventori” dell’archeologia post-classica in Italia e sicuramente ha reso il suo magistero universitario un punto di riferimento per questa disciplina su scala planetaria. Nato a Firenze il 10 giugno 1946 si è laureato nella stessa città nel 1971, discutendo una tesi in Storia medievale con Elio Conti. La sua carriera accademica ha condotto all’istituzione di una delle prime cattedre italiane di Archeologia Medievale presso l’Università di Siena. Ha insegnato questa materia anche nella sede universitaria di Grosseto. Come componente del comitato tecnico-scientifico del Polo Universitario Grossetano, è legata alla sua iniziativa l’apertura in Grosseto del corso di laurea in Conservazione dei Beni Archeologici, dei master in Archeologia Urbana e Archeologia Preventiva, nonché la costituzione di numerosi laboratori archeologici, ancora operanti in città. Tra questi ultimi spicca il Museolab, un vero e proprio museo/laboratorio, con una chiara vocazione didattica, dedicato alla storia dei paesaggi maremmani, dalla Preistoria all’Età moderna e contemporanea.

Riccardo Francovich nel 1974 fondò la rivista “Archeologia Medievale”, di cui è stato direttore responsabile sino al 2007, e dal 1996 al 2000 fu presidente della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI); al momento della improvvisa scomparsa, nel 2007, era uno dei punti di riferimento più autorevoli nella Commissione per i Sistemi Informativi Territoriali da poco insediata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e presidente del Comitato Tecnico-Scientifico per i Beni Archeologici.

Impegnato nella ricerca sul campo e nello studio di nuove tecnologie da applicare all’archeologia, avviò la propria attività di archeologo negli anni Settanta proprio nella Maremma grossetana, a partire dalle indagini intraprese nel 1978 in occasione del restauro del Cassero Senese nella fortezza medicea di Grosseto. Negli stessi anni condusse gli scavi della Rocca Pisana di Scarlino (1979-1983), cui seguirono indagini su molti altri siti medievali della provincia di Grosseto, tra cui Montorsi, Montemassi e Sassoforte (Roccastrada), Castel di Pietra (Gavorrano), Rocca Silvana (Castell’Azzara), Marsiliana e Rocchette Pannocchieschi (Massa Marittima), Cugnano e Rocca degli Alberti (Monterotondo), Poggio Cavolo e San Martino in Piano presso Braccagni (Grosseto).

Un particolare rilievo per lo sviluppo dell’archeologia grossetana rivestì il progetto sulla ‘Città diffusa’, incentrato sul tema della complessa formazione urbana di Grosseto, culminata nella traslazione della sede vescovile rosellana nel 1138. Il progetto di ricerca e valorizzazione prevedeva l’indagine su siti di straordinario interesse archeologico come i ruderi di Roselle, il cosiddetto Tino di Moscona e il castello sorto sul Poggio La Canonica, ai cui piedi erano emersi i ruderi di una imponente cattedrale romanica. Sullo slancio di queste ricerche, Francovich concepì per Grosseto un ambizioso programma di archeologia urbana, il primo condotto in Toscana, che ha portato a riscrivere pagine di storia cittadina e a riconsiderare conoscenze ritenute acquisite in merito allo sviluppo medievale dell’intera Toscana meridionale.

In generale, ciascuna indagine sui siti medievali della Provincia di Grosseto si è sempre coniugata con l’impegno a tradurre i risultati scientifici in forme divulgative accessibili ai più, ottenendo positive ricadute sul piano della riqualificazione territoriale, della crescita civica e della promozione turistica.

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