
FOLLONICA – Ci sono legami che il tempo non può sbiadire, radicati tra i cortili, il rumore inconfondibile dei treni e le corse infinite di una giovinezza vissuta in strada. Con questo spirito, la storica comunità dei figli dei ferrovieri di Follonica annuncia il suo tradizionale e tanto atteso raduno. L’iniziativa dei “ragazzi dei Palazzoni” portata avanti grazie all’impegno del coordinatore Giuseppe Rocchiccioli, vede ancora una volta in prima linea il portavoce del gruppo, Antonino Vella.
Vella, nato proprio in uno degli iconici palazzi follonichesi il 18 ottobre 1944, rappresenta la memoria viva e il cuore pulsante di questa “grande famiglia allargata”. Quest’anno, l’incontro assume un valore ancora più intimo e speciale per la comunità cittadina: ricorre infatti il decimo anniversario da quell’ottobre del 2016 in cui il gruppo unì le forze per restituire alla città e alla memoria collettiva la storica fontanella in travertino, divenuta il simbolo incancellabile della loro infanzia.
«Più gli anni passano e più mi rendo conto che noi non siamo mai stati solo dei semplici vicini di casa», dichiara il portavoce Antonino Vella, ripercorrendo la storia del gruppo. «I nostri giochi erano fatti con poco o nulla, ma per noi erano tutto. Rivedere quella fonte restaurata dieci anni fa è stato come veder scorrere di nuovo la nostra giovinezza. È il simbolo dei bambini che eravamo, in quegli anni in cui ci bastava scendere in strada per sentirci padroni del mondo».
L’appuntamento per celebrare questo importante traguardo, rinnovare lo spirito di comunità e brindare ai ricordi indissolubili è fissato per sabato 10 ottobre alle ore 12:00, con un pranzo conviviale presso l’Hotel Martini di Follonica.
Durante l’evento non ci sarà spazio per grandi discorsi istituzionali, ma solo per la gioia di ritrovarsi. Come da tradizione, il momento clou sarà la distribuzione dell’immancabile “giornalino”, una raccolta ricca di aneddoti, fotografie e sorrisi. A dare vita a queste pagine è Enrico Del Chicca, storico curatore editoriale della pubblicazione, che con il suo prezioso lavoro continua a tenere vivo il racconto di un’epoca scandita dal lavoro ferroviario, dalle voci delle madri nei cortili e da un profondo senso di vicinato.
L’iniziativa, seppur dal sapore intimo e familiare, rappresenta un frammento prezioso di storia locale e una testimonianza sociale fondamentale della Follonica di un tempo, che continua a vivere attraverso i ricordi di chi l’ha abitata.