
GROSSETO – Sabato 12 settembre, dalle ore 18:00, nello spazio di Hottimo sul bastione Molino a Vento di Grosseto, si terrà la tavola rotonda “I diritti negati alle donne nell’80° anniversario del loro primo voto”, promossa dall’Alleanza Antifascista di Grosseto. Un confronto sul significato della conquista del voto alle donne nel 1946 e sui diritti ancora oggi calpestati, ignorati, incompiuti.
Ottant’anni fa, nel 1946, le donne italiane votarono per la prima volta con un’affluenza altissima, vicina al 90%, ed elessero 21 rappresentanti all’Assemblea Costituente: le “Madri Costituenti”, che pur essendo meno del 4% dei componenti dell’Assemblea contribuirono in modo decisivo a scrivere i principi di uguaglianza e pari dignità su cui si fonda la nostra Repubblica Antifascista. Un traguardo storico che, però, non può essere celebrato come un capitolo chiuso.
Lo dimostra la cronaca di questi giorni, con la marcia indietro del Governo sulla legge sul consenso e sui femminicidi che non sono di certo a quota zero. Il 3 settembre Lorena Isceri, 45 anni, è stata sequestrata dall’ex compagno, chiusa nel bagagliaio della sua auto e infine scaraventata giù da un cavalcavia dell’autostrada. Un femminicidio, questo, che si aggiunge a una lista che non si chiude mai e che ricorda quanto la parità formale conquistata nel 1946 sia ancora lontana da una piena sicurezza sostanziale per le donne.
All’incontro del 12 settembre, insieme a Mari Franceschini (vicepresidente nazionale Anpi), Angela Iantosca (giornalista e scrittrice), Romina Zago (presidente Anpi Massa Marittima) e Gioia Comisso (gruppo politiche di genere Arci nazionale), ci sarà Lara Ghiglione, segretaria confederale Cgil nazionale. Presentano e coordinano il dibattito Monica Pagni (segretaria generale Cgil Grosseto) e Antonella Coppi (Arci).
Ghiglione è tornata alla cronaca nelle scorse settimane per aver reagito, a viso scoperto, alle frasi di un uomo che su un treno regionale minacciava violenza contro le donne proprio mentre si diffondeva la notizia del femminicidio di Lorena Isceri: un gesto di cui si sono occupati diversi media nazionali e che ha ottenuto ampia eco sui social.
Il mondo della politica deve dare risposte corrette e civili a quanto sta accadendo, e alcune derive come quella di Futuro Nazionale suonano invece come una marcia indietro. Come il cosiddetto “patriarcato mediterraneo” evocato da Roberto Vannacci e criticato anche da Ghiglione: la storia italiana (dal delitto d’onore al matrimonio riparatore, aboliti solo nel 1981) dimostra che la “protezione” patriarcale è sempre stata una sorta di traduzione giuridica del controllo sulle donne. Quello che deve semplicemente realizzarsi è il diritto delle donne alla libertà, sicurezza, autodeterminazione e questo non deve essere concesso da nessuno. Casomai dalla legge, che deve tutelare tutte e tutti.
«Non possiamo permetterci di ricordare le Madri Costituenti come un pezzo di storia da celebrare una volta l’anno e poi archiviare – ricorda Claudia Rossi, responsabile del coordinamento donne Cgil Grosseto – Quelle donne conquistarono il diritto di voto in un Paese che le voleva ancora sotto tutela, e la loro battaglia oggi ci chiede di continuare a lottare contro ogni forma di violenza e discriminazione, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Il femminicidio di Lorena Isceri, come tutti gli altri, ci dice che dobbiamo lottare ancora tanto contro la cultura patriarcale del nostro Paese perché è questa che genera violenza contro le donne. Anche per questo sosteniamo che sia fondamentale istituire l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole».
Per la Cgil, la violenza di genere è anche una questione sindacale e di lavoro: dalla precarietà economica che tiene molte donne prigioniere di relazioni violente, alla necessità di rafforzare i congedi e le tutele per chi denuncia, fino alla richiesta di piena applicazione della Convenzione di Istanbul e di risorse adeguate ai centri antiviolenza.
Per questo è nato anche lo sportello Da.li.da. della Cgil Grosseto e per questo il Coordinamento Donne Cgil Grosseto sarà presente con forza sabato 12 settembre, per rilanciare, insieme alle altre realtà associative del territorio, l’idea che i diritti conquistati ottant’anni fa vadano difesi e completati ogni giorno.