
GROSSETO – «L’allarme sulle condizioni dell’istituto penitenziario di Grosseto e le sue ripercussioni sulla sicurezza cittadina richiedono risposte non più rinviabili». Amedeo Gabbrielli raccoglie e rilancia con decisione l’invito promosso da don Enzo Capitani, chiedendo alle istituzioni e alla politica un cambio di passo immediato su due fronti strategici.
Secondo il consigliere comunale, «la gestione dell’emergenza carceraria deve passare prioritariamente da due azioni concrete:
Lavoro penitenziario e reinserimento sociale: promuovere percorsi effettivi di formazione e inserimento lavorativo per le persone detenute. Offrire reali opportunità di rieducazione rappresenta l’unico strumento efficace per abbattere il tasso di recidiva e garantire una maggiore sicurezza a tutta la comunità locale».
«Nuova struttura e adeguamento infrastrutturale: sollecitare con forza Governo e Regione per garantire spazi dignitosi e sicuri sia per la popolazione carceraria sia per gli agenti di Polizia Penitenziaria. Nello specifico, Gabbrielli chiede di sbloccare e avviare concretamente il progetto di riconversione dell’ex caserma di via Senese (nei pressi dell’ospedale), un intervento annunciato da anni ma i cui lavori risultano tuttora mai avviati».
«Il richiamo di don Enzo Capitani non può rimanere inascoltato: deve scuotere la politica e le istituzioni», dichiara Gabbrielli. «Grosseto ha il dovere di farsi promotrice di un modello virtuoso, capace di coniugare la legalità e la sicurezza del territorio con il rispetto fondamentale della dignità umana».
«Come consigliere comunale — conclude Gabbrielli — rispondo “presente” all’appello di don Enzo: ci sono e sono pronto a mettermi completamente in gioco per portare avanti questa battaglia di civiltà».
