
GROSSETO – «La prevista chiusura della Direzione di Filiale di Poste Italiane di Grosseto e il trasferimento delle relative funzioni a Siena rappresentano una scelta che desta preoccupazione e sulla quale l’amministrazione comunale ritiene necessario fare chiarezza».
«In gioco non c’è soltanto una riorganizzazione interna, ma il futuro di un importante presidio territoriale e le possibili ricadute sulla presenza e sui servizi di Poste Italiane a Grosseto e nella provincia».
Con una lettera, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente del Consiglio comunale Fausto Turbanti chiedono pertanto a Poste Italiane un quadro chiaro e completo della riorganizzazione prevista e auspicano che possa aprirsi un confronto con l’amministrazione comunale prima della sua definitiva attuazione, nell’interesse della comunità grossetana e della salvaguardia di un adeguato presidio territoriale.
Ecco il testo integrale della lettera: «Con una nota dell’11 agosto scorso, la Segreteria Provinciale Failp-Cisal di Grosseto ha portato all’attenzione del sindaco e del presidente del Consiglio comunale la prevista soppressione, a decorrere dal 1° ottobre 2026, della Direzione di Filiale di Poste Italiane di Grosseto, con il conseguente trasferimento degli uffici e delle funzioni dirigenziali presso la Direzione di Filiale di Siena».
«Si tratta di una notizia che suscita comprensibile preoccupazione e sulla quale, nell’interesse della città e dell’intera comunità grossetana, riteniamo necessario acquisire direttamente da Poste Italiane informazioni più precise circa le ragioni della scelta e le sue effettive conseguenze».
«La Direzione di Filiale di Grosseto rappresenta infatti da molti anni un importante presidio territoriale. La sua presenza assume un significato particolare in una provincia molto estesa, caratterizzata da numerosi centri di piccole dimensioni e da distanze considerevoli, nella quale la capillarità e la prossimità dei servizi postali continuano a rivestire una funzione essenziale, soprattutto per le fasce di popolazione più anziane e per chi vive nelle aree maggiormente periferiche».
«È pertanto importante comprendere innanzitutto quali siano le ragioni organizzative, economiche e funzionali che hanno determinato la scelta di trasferire a Siena le funzioni attualmente svolte dalla Direzione di Grosseto e se la decorrenza indicata del 1° ottobre debba considerarsi ormai definitiva. Vorremmo inoltre conoscere quali uffici e funzioni saranno effettivamente trasferiti, quali attività continueranno eventualmente ad essere svolte a Grosseto e quali conseguenze siano previste per il personale attualmente impiegato presso la struttura».
«Un chiarimento appare particolarmente importante anche rispetto alla rete degli uffici postali presenti nel territorio comunale. La segnalazione ricevuta prospetta infatti il timore che il trasferimento della Direzione possa determinare ulteriori conseguenze sulla rete territoriale. Sarebbe quindi opportuno conoscere se siano previsti ulteriori interventi, ridimensionamenti o modificazioni e quali garanzie Poste Italiane intenda assicurare affinché l’accentramento delle funzioni direzionali a Siena non comporti un indebolimento dei servizi e del presidio aziendale nel territorio grossetano».
«Vi è infine un ulteriore aspetto che interessa direttamente la città. La Direzione ha sede nello storico edificio di piazza Rosselli, immobile di particolare valore storico, architettonico e simbolico per Grosseto. È pertanto importante conoscere quali siano le intenzioni di Poste Italiane rispetto alla futura utilizzazione della sede qualora vengano effettivamente meno le attuali funzioni direzionali. Naturalmente non è in discussione l’autonomia organizzativa di Poste Italiane. Riteniamo tuttavia che una decisione di questa rilevanza, qualora attuata, destinata a modificare una presenza aziendale consolidata nel capoluogo, meriti di essere illustrata con chiarezza alle istituzioni locali e alla comunità interessata».
«Per queste ragioni, nell’interesse della popolazione grossetana, chiediamo a Poste Italiane di fornire un quadro completo della riorganizzazione prevista, delle motivazioni che ne sono alla base e delle conseguenze che essa potrà determinare sul territorio. Auspichiamo inoltre che possa essere valutata la possibilità di un confronto con l’amministrazione comunale prima della definitiva attuazione della riorganizzazione, così da approfondire eventuali criticità e verificare le condizioni per salvaguardare un adeguato presidio di Poste Italiane a Grosseto e nell’intera provincia».