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Ex caseificio di Manciano, al via il percorso per la rigenerazione urbana dell’area

Prevista una variante urbanistica per un nuovo insediamento residenziale con forme di cohousing. Morini e Galli: «Un primo passo concreto per cancellare un degrado che Manciano si porta dietro da oltre trent'anni»

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Ex caseificio di Manciano, al via il percorso per la rigenerazione urbana dell’area
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MANCIANO. Un’area abbandonata da oltre trent’anni potrà tornare a essere parte integrante del tessuto urbano di Manciano. La Giunta comunale ha approvato il protocollo d’intesa tra il Comune di Manciano e Gfp Project Srl per avviare il percorso di rigenerazione urbana dell’ex Caseificio Sociale, in località Prato Budello. Il protocollo è stato sottoscritto oggi, giovedì 13 agosto, dal sindaco Mirco Morini e dal rappresentante della società proprietaria del complesso.

Un’area degradata all’ingresso del paese

Si tratta dell’avvio di un percorso urbanistico che consentirà di affrontare una delle situazioni di degrado più evidenti all’ingresso di Manciano per chi arriva dalla direttrice di Roma. Il complesso dell’ex Caseificio, utilizzato fino agli anni Ottanta e successivamente abbandonato, insiste su un’area di oltre 27mila metri quadrati e comprende fabbricati per un volume complessivo di 9.809 metri cubi, oggi in condizioni di forte degrado edilizio.

Il protocollo individua come obiettivo la rigenerazione dell’intera area attraverso il recupero e la trasformazione dell’attuale complesso, evitando nuovo consumo di suolo e restituendo una funzione a una porzione di territorio già urbanizzata. Per rendere possibile l’intervento, il Comune avvierà il procedimento per una variante al Piano operativo che dovrà consentire il cambio dell’attuale destinazione artigianale-industriale e la realizzazione di un nuovo insediamento a carattere residenziale.

Il modello: cohousing e servizi condivisi

Tra le possibilità previste c’è quella di sviluppare nuove forme di cohousing, con abitazioni private affiancate da spazi e servizi comuni. Il modello individuato dal protocollo guarda anche alle esigenze della terza età e prevede la possibilità di realizzare soluzioni abitative per anziani autosufficienti e non autosufficienti, oltre che per singoli, famiglie e giovani coppie. Gli spazi condivisi potranno comprendere servizi per la socialità, la vita quotidiana e l’assistenza, secondo un modello abitativo capace di favorire relazioni di vicinato e condivisione.

Il progetto non avrà tempi immediati: la firma del protocollo rappresenta infatti il punto di partenza di un iter che dovrà passare attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica e il confronto con gli enti competenti. L’obiettivo fissato dall’Amministrazione è però quello di creare le condizioni per recuperare definitivamente un complesso che da decenni rappresenta una criticità per Manciano.

Morini: «Un punto fermo dopo trent’anni»

«Con questo protocollo mettiamo un punto fermo su una questione che Manciano si trascina da oltre trent’anni – dichiara il sindaco Mirco Morini –. Chi arriva nel nostro paese dalla strada di Roma incontra quasi subito un’area abbandonata e fortemente degradata, che certamente non rappresenta il biglietto da visita che vogliamo per Manciano. Sappiamo bene che il progetto non si realizzerà domani e che il percorso urbanistico richiederà tempo e diversi passaggi, ma oggi creiamo concretamente le condizioni perché quella zona possa finalmente cambiare volto. Arrivare alla firma di questo protocollo è un risultato importante e un grande obiettivo raggiunto dalla nostra Amministrazione: significa affrontare un problema rimasto irrisolto per decenni e dare una prospettiva nuova a un’area strategica del capoluogo».

Galli: «Recuperare senza consumare suolo»

«La rigenerazione urbana è la strada giusta perché permette di recuperare ciò che già esiste senza andare a consumare nuovo territorio – afferma l’assessore Marco Galli –. Nel caso dell’ex Caseificio parliamo di una trasformazione importante, che dovrà essere accompagnata da una variante urbanistica e da tutti gli approfondimenti necessari. L’aspetto particolarmente interessante è la possibilità di immaginare per quest’area un modello abitativo nuovo, con forme di cohousing e servizi condivisi, capace di rispondere anche alle esigenze di una popolazione che cambia e in particolare delle persone della terza età. È un progetto ambizioso, che guarda al futuro di Manciano partendo dal recupero di un luogo che per troppo tempo è stato sinonimo di abbandono».

Il protocollo stabilisce inoltre gli impegni delle parti per i successivi passaggi urbanistici e progettuali, prevedendo la futura definizione di una convenzione e degli obblighi a carico del soggetto attuatore, compresi gli interventi necessari per la sistemazione ambientale e le opere connesse alla nuova destinazione dell’area.

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Redazione
13 Agosto 2026 alle 13:12
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