
GROSSETO – La Regione Toscana destina complessivamente 6 milioni e 220 mila euro alla sicurezza idraulica del territorio comunale di Grosseto, finanziando un importante intervento sull’argine dell’Ombrone e due nuove progettazioni riguardanti il reticolo idraulico minore.
L’investimento principale, pari a 6 milioni di euro, riguarda il consolidamento dell’argine destro del fiume Ombrone nel tratto compreso tra via De Barberi e la strada provinciale 154, con esclusione delle porzioni già interessate dai lavori, e dalla stessa provinciale fino alla linea ferroviaria Grosseto-Roma.
A questo intervento si aggiungono due finanziamenti, rispettivamente di 78 mila e 142 mila euro, destinati alla progettazione esecutiva e alle indagini necessarie per risolvere alcune criticità del reticolo minore. Complessivamente, le risorse per le due progettazioni ammontano quindi a 220 mila euro.
«Si tratta di un investimento consistente e concreto per la sicurezza di Grosseto e dei suoi cittadini – dichiarano congiuntamente la consigliera regionale Lidia Bai e l’assessore regionale Leonardo Marras –. Il consolidamento dell’argine dell’Ombrone rappresenta un’opera strategica per la protezione del capoluogo, mentre le due progettazioni consentiranno di affrontare ulteriori criticità presenti sul reticolo idraulico minore. La prevenzione del rischio idraulico richiede programmazione, continuità e risorse adeguate: con questi 6,22 milioni di euro la Regione conferma un’attenzione concreta verso Grosseto e verso la sicurezza dell’intero territorio».
«Il Partito Democratico di Grosseto accoglie con favore la decisione della Regione Toscana di destinare sei milioni di euro al consolidamento dell’argine destro dell’Ombrone, nel tratto compreso tra via De’ Barberi, la strada provinciale 154 e la ferrovia Grosseto-Roma» affermano Milton Biliotti, responsabile gestione del territorio; Walter Nunziatini, responsabile agricoltura e Stefano Costi, responsabile dissesto idrogeologico del Pd.
«L’intervento rientra nel secondo stralcio del Dods, il Documento operativo per la difesa del suolo 2026, e sarà realizzato dal Genio Civile regionale in sinergia con il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, cui competono la manutenzione ordinaria del reticolo e il presidio quotidiano del territorio. Si tratta di un intervento particolarmente importante per la sicurezza della città. Il tratto interessato dal finanziamento è infatti quello che cedette in quattro punti il 4 novembre 1966, provocando l’allagamento di Grosseto. Oggi, dietro quell’argine, il piano comunale di evacuazione individua circa 4.700 residenti, 420 attività e 12 istituti scolastici. L’opera non ha l’obiettivo di innalzare l’argine, ma di eliminare le fragilità del rilevato che potrebbero provocarne il cedimento. È un intervento che, una volta concluso, sarà poco visibile, ma proprio per questo è importante spiegare quanto sia fondamentale per la sicurezza del territorio».
«È una scelta seria che sosteniamo e che nasce da una sinergia istituzionale positiva, mettendo insieme l’indirizzo politico della Regione, la competenza tecnica del Genio Civile e il presidio del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, chiamato a garantire nel tempo manutenzione ed efficienza dell’opera. Una grande opera di difesa del suolo, infatti, vale quanto la manutenzione che la accompagna. È questa continuità tra progettazione, realizzazione e gestione del territorio il vero patrimonio da difendere. A questa sinergia chiediamo ora di aggiungere due condizioni precise: tempi certi tra la delibera e l’apertura del cantiere e una programmazione dei lavori sul corpo arginale nella stagione caratterizzata dalla minore probabilità di piena».
«Durante le lavorazioni, infatti, un argine può trovarsi temporaneamente in una condizione di maggiore esposizione. Per questo riteniamo necessario che la programmazione del cantiere sia accompagnata da procedure chiare e da una sospensione automatica delle lavorazioni più esposte in caso di raggiungimento delle soglie previste dal servizio di piena. Il cambiamento climatico rende questa attenzione ancora più necessaria. Le precipitazioni non seguono più con la stessa regolarità i tradizionali andamenti stagionali e gli eventi intensi possono concentrarsi in periodi brevi, aumentando la pressione sul sistema di difesa idraulica. Per questo esprimiamo anche apprezzamento per un approccio fondato sulla condivisione e sulla programmazione degli interventi di difesa del suolo. La sicurezza dell’Ombrone non può essere affidata soltanto alla gestione dell’emergenza: deve essere costruita attraverso opere strutturali, manutenzione costante, adattamento ai cambiamenti climatici e tutela dell’ecosistema fluviale».
«Con i sei milioni destinati al consolidamento dell’argine destro si compie un passo importante. Ora è necessario trasformare il finanziamento in un cantiere nei tempi previsti e realizzare i lavori nella finestra stagionale più sicura, affinché l’Ombrone possa essere gestito con continuità, prevenendo per quanto possibile il ricorso agli interventi di emergenza».