
PORTO ERCOLE – Ventidue chilometri di mare aperto, sei ore e mezzo di nuoto, novanta partecipanti e, soprattutto, un obiettivo che vale molto più di qualsiasi cronometro o podio. Il Triathlon Grosseto ha risposto presente anche quest’anno alla nona edizione della traversata Da Porto a Porto, la straordinaria iniziativa benefica all’Argentario ideata da Lorenzo Massai, che ancora una volta ha scelto di trasformare una grande impresa sportiva in un gesto concreto di solidarietà.
Il ricavato dell’evento sarà infatti devoluto all’Associazione Tumori Toscana, realtà impegnata nella lotta contro il cancro e, in particolare, nel sostegno domiciliare ai malati oncologici e alle loro famiglie. È proprio questo lo spirito che rende Da Porto a Porto qualcosa di diverso da una semplice manifestazione sportiva: affrontare insieme una grande fatica per aiutare chi, ogni giorno, è chiamato ad affrontarne una infinitamente più difficile.
Alle 6.30 del mattino del 10 agosto, con partenza da Porto Ercole e destinazione Hotel La Caletta a Porto Santo Stefano, sono entrati in acqua anche tre portacolori del Triathlon Grosseto: Andrea Matta, il coach Michelangelo Biondi e la professionista Fabia Maramotti.
Davanti a loro circa 22 chilometri di mare aperto lungo uno degli scenari più belli della costa dell’Argentario. Un’impresa affascinante ma tutt’altro che semplice. L’acqua particolarmente calda non ha favorito una nuotata fluida e, con il passare delle ore, anche il mare ha cominciato a muoversi, alzando un po’ di onda e rendendo ulteriormente impegnativa la traversata.
Quando fatica e difficoltà sono aumentate, esperienza e testa sono state determinanti. A garantire assistenza agli atleti c’era, ancora una volta, Guido Petrucci, tecnico del team biancorosso e ormai autentico specialista nell’accompagnare e gestire imprese di questo genere. Una presenza preziosa, soprattutto quando si trascorrono così tante ore in mare e ogni dettaglio può fare la differenza.
Fabia Maramotti ha affrontato l’intera distanza individualmente, completando i circa 22 chilometri in appena 6 ore e 34 minuti e conquistando anche uno splendido piazzamento sul podio. Un’altra prestazione di grandissimo spessore per la professionista emiliana ormai adottata sportivamente dalla Maremma, capace ancora una volta di dimostrare qualità atletiche e resistenza fuori dal comune.

Andrea Matta e Michelangelo Biondi hanno invece affrontato la traversata in staffetta, alternandosi ogni due chilometri. Un modo diverso di vivere la stessa impresa, dividendosi fatica, onde e chilometri fino all’arrivo.
Forse l’immagine più bella della giornata è proprio quella conclusiva: Matta, Biondi e Maramotti arrivati insieme al traguardo, uniti ancora una volta da quello spirito di squadra che rappresenta da sempre uno dei valori fondamentali della Triathlon Grosseto.
Per Andrea Matta si tratta dell’ennesima conferma di una stagione straordinaria. Dopo aver impressionato all’Ironman 70.3 di Alghero con uno strepitoso 4h37’07”, il grossetano ha dimostrato ancora una volta di avere motore, resistenza e soprattutto una grande capacità di adattarsi a sfide completamente differenti.
Per Michelangelo Biondi, invece, un’altra giornata vissuta nella doppia veste di atleta e punto di riferimento del gruppo: coach durante tutta la stagione, compagno di avventura quando arriva il momento di mettersi in gioco in prima persona.
E poi Fabia. La sua stagione continua a regalare soddisfazioni alla Triathlon Grosseto: protagonista ad Alghero, dove ha conquistato la qualificazione ai Campionati del Mondo Ironman 70.3 di Nizza, e adesso sul podio dopo 22 chilometri nuotati nelle acque dell’Argentario. Una sequenza di risultati che racconta meglio di qualsiasi parola il livello raggiunto dall’atleta emiliana che ha trovato nella Maremma e nella Triathlon Grosseto una seconda casa sportiva.
Ferie ancora rimandate per i triatleti grossetani, con le valigie già pronte per Tallinn, in Estonia, per un nuovo appuntamento internazionale targato Ironman. Il 22 e 23 agosto quattro biancorossi saranno impegnati su due distanze. Guido Petrucci e Fabia Maramotti affronteranno la prova regina, il Full Ironman: 3.8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bicicletta e, per concludere, una maratona completa di 42 km.
Michelangelo Biondi e Roberta Galgani saranno invece impegnati nell’Ironman 70.3, affrontando 1.9 chilometri di nuoto, 90 chilometri in bicicletta e 21 chilometri di corsa.
Dall’Argentario al Baltico, dunque, praticamente senza sosta. Dal caldo del mare toscano alle acque dell’Estonia, passando ancora una volta attraverso chilometri di nuoto, bicicletta e corsa.
Ma prima dei cronometri, delle classifiche e delle prossime finish line rimane il significato più importante della giornata del 10 agosto.
Questa volta si è nuotato soprattutto per gli altri. Per chi combatte contro una malattia, per le famiglie che ogni giorno affrontano accanto ai propri cari il difficile percorso oncologico e per sostenere chi porta assistenza direttamente nelle loro case. “È questa la medaglia più bella – ha diramato il Triathlon Grosseto – che Andrea Matta, Michelangelo Biondi, Fabia Maramotti, Guido Petrucci e tutta la Triathlon Grosseto possano portare a casa dall’Argentario. Perché ci sono traguardi che si misurano in ore, minuti e secondi e altri che si misurano semplicemente nel bene che riescono a lasciare dietro di sé”.