
RISPESCIA – Vere protagoniste della transizione ecologica e traino dell’Italia verso la neutralità climatica, ma ai margini dell’agenda politica nazionale: sono le aree protette, al centro della serata conclusiva di Festambiente, l’eco-festival nazionale di Legambiente in Maremma. Questa sera l’associazione ambientalista assegnerà cinque riconoscimenti del premio “Parchi Emissioni Zero” alle migliori buone pratiche nate nelle aree protette e realizzate da enti gestori, istituzioni, imprese e operatori locali che spingono i territori verso la neutralità climatica entro il 2040.
I cinque parchi premiati
Per la categoria Acquisti verdi il riconoscimento va al Parco nazionale del Vesuvio, in Campania, per aver raggiunto l’indice di performance del 90% nell’applicazione dei Criteri ambientali minimi (Cam).
Per la Mobilità sostenibile per il turismo attivo è il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a fare scuola, premiato per il progetto “Il Parco per tutti – I sentieri di Dorotea”, che garantisce il servizio gratuito di carrozzine elettriche per accompagnare in natura le persone con disabilità nelle aree della Camosciara, della Val Fondillo e della Difesa di Pescasseroli.
A vincere la categoria Economia circolare e rifiuti free è il Parco regionale Sassi di Roccamalatina, sulle colline del Medio Appennino modenese, incoronato “Parco riciclone d’Italia” grazie alla media dell’89,1% di raccolta differenziata raggiunta dai suoi tre comuni.
Per l’Agroecologia è stato premiato il Parco nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, per il recupero di 4 ettari di terrazzamenti a vigneto e limoneto e il ripristino di 3.200 metri quadrati di muri a secco contro il dissesto.
Per la Gestione sostenibile delle foreste, infine, il riconoscimento spetta al Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che ha ottenuto la doppia certificazione internazionale Fsc e Pefc.
L’accusa di Legambiente al Governo
Le esperienze dei premiati, sottolinea Legambiente, raccontano un’Italia dei parchi virtuosa, che viaggia però a velocità doppia rispetto al Governo. L’associazione denuncia come la lottizzazione politica degli incarichi, la carenza di competenze e i continui tagli — da ultimo la riduzione del 23% del fondo per i parchi e le aree marine protette operata dal Mase — abbiano ridotto le aree protette a semplici gestori di piccoli poteri locali, azzerandone il peso strategico.
Senza risorse adeguate né strumenti di prevenzione e adattamento alla crisi climatica, prosegue Legambiente, i parchi restano paralizzati dalla burocrazia, dai ricorsi al Tar per le nuove istituzioni e dall’emergenza incendi.
Secondo il report “Italia in fumo”, dal 1° gennaio al 5 agosto 2024 oltre il 30% degli 80.325 ettari di territorio andati in fumo ha interessato le aree protette, con l’87% dei terreni bruciati concentrato nelle regioni del sud e nelle isole, comprese zone di pregio come i parchi nazionali del Pollino e del Gargano.
Gli appelli e il Piano #NetZero
Di fronte a questo quadro, Legambiente chiede al Governo un’inversione di rotta, con investimenti sulla prevenzione, piani forestali integrati e strategie di adattamento climatico. Alle aree protette chiede invece di dotarsi di un Piano d’azione #NetZero: una strategia per accompagnare comunità e imprese verso l’azzeramento delle emissioni tramite bioeconomia circolare, energie rinnovabili, modello Rifiuti Zero, agroecologia, gestione forestale sostenibile e mobilità dolce.
«Con il premio Parchi Emissioni Zero dimostriamo che le aree protette italiane sono già capaci di esperienze straordinarie – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. Ma occorre che i parchi riacquistino la centralità che meritano nelle politiche nazionali. Per questo chiediamo al Governo risorse adeguate, investimenti in prevenzione e politiche di adattamento alla crisi climatica, a partire dall’emergenza incendi».
«I parchi sono motori di sviluppo del Paese e sono la nostra “banca della biodiversità” – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente -. Di fronte all’emergenza roghi e alla crisi climatica, le aree protette devono rivendicare un protagonismo assoluto. Ogni area protetta deve dotarsi di un Piano d’azione #NetZero, candidandosi a leader della transizione ecologica».
Gli altri riconoscimenti
Oltre al premio “Parchi Emissioni Zero”, Legambiente assegnerà altri riconoscimenti. Il premio “Biodiversità – in ricordo di Assunta Maria Brachetta”, dedicato alla storica dirigente scomparsa nel 2022, andrà alla Cooperativa Nuovo Cilento di San Mauro Cilento, che con 420 soci e 2.500 ettari coltivati nel Parco nazionale del Cilento coniuga agricoltura organica, tutela della biodiversità e valorizzazione dell’olio d’oliva biologico Dop.
Il premio “Green Community”, in collaborazione con Uncem, va alla Green Community Sinergie in Canavese, che riunisce 5 unioni montane, 27 comuni e quasi 40mila abitanti.
Il premio “Voler Bene all’Italia” per i piccoli comuni sarà consegnato al Comune di Serrapetrona, esempio di transizione ecologica “integrale” tra impianto eolico, bosco certificato Pefc, qualifica di comune Rifiuti Free e tutela della Vernaccia di Serrapetrona Dop.
Il premio “Ecodesign”, infine, va alla Fondazione italiana di bioarchitettura e a Fbe Woodliving per il nuovo edificio scolastico biocompatibile di San Filippo a Cetraro, realizzato con il sistema prefabbricato KlimaWall in legno italiano Pefc e laterizio.
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