
MONTE ARGENTARIO – Il diritto alla salute dei cittadini di Porto Santo Stefano non può attendere i tempi della burocrazia. È questo il messaggio con cui il gruppo consiliare «Svolta per l’Argentario» torna sul tema della carenza di medici.
La cessazione del servizio del dottor Diego Panetti, avvenuta lo scorso 31 luglio, ha reso palese un’emergenza sanitaria che il gruppo, sostiene, aveva previsto e denunciato ben prima che la situazione precipitasse.
Le comunicazioni alla Regione
«Mentre le istituzioni competenti tardavano a fornire risposte concrete, il capogruppo Marco Nieto e l’intero gruppo si sono attivati tempestivamente», si legge nella nota. Già lo scorso 21 luglio, spiegano, è stata inviata una prima comunicazione formale all’assessora regionale alla sanità Monia Monni. Di fronte al mancato riscontro da parte della Regione, il gruppo ha poi rilanciato la questione indirizzando il proprio appello direttamente al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
I dati dell’emergenza: 3 posti vacanti a Porto Santo Stefano
A confermare l’allarme, secondo il gruppo, sono i numeri ufficiali. Dalla recente determina dirigenziale della Usl Toscana Sud Est (n. 2485 del 4 agosto 2026) emerge un quadro critico per l’Aft Gr21 (Monte Argentario): su 8 posti complessivamente vacanti nell’area, 3 sono concentrati nel solo territorio di Porto Santo Stefano.
Fino a oggi i bandi intermedi sono andati completamente deserti, con zero domande di assegnazione. Il rischio, avverte Svolta per l’Argentario, è che anche le imminenti graduatorie regionali e nazionali (ex art. 33 Acn), che verranno pubblicate a settembre dopo l’invio dei dati entro il 2 settembre, vedano Monte Argentario ancora una volta penalizzato dai medici di medicina generale.
La richiesta: riconoscere Monte Argentario tra le “zone disagiate”
La causa di questa carenza, secondo il gruppo, risiede nella classificazione del territorio. Analizzando gli atti della Usl, i consiglieri denunciano una disparità: contesti territoriali vicini o paragonabili — come l’Isola del Giglio (classificata come «disagiatissima»), l’Amiata grossetana, Roccastrada o Radicofani — sono stati riconosciuti beneficiari di specifici incentivi economici e operativi per contrastare la carenza di medici. Monte Argentario, al contrario, sarebbe stato escluso sia dalle «zone disagiate» sia da quelle a «carenza assistenziale prolungata».
Un’omissione che, secondo il gruppo, rischia di vanificare qualsiasi tentativo di rendere attrattivo il comune per i nuovi professionisti.
«L’Argentario non può essere lasciato solo»
«Ci siamo attivati molto prima del 31 luglio perché conoscevamo benissimo l’impatto devastante che la fine del servizio del dottor Panetti avrebbe avuto sul territorio – dichiara il capogruppo Marco Nieto -. Non possiamo permettere che i cittadini di Porto Santo Stefano e dell’intero promontorio restino privi dei servizi medici essenziali».
«Chiediamo con forza alla Regione Toscana e alla Usl Toscana Sud Est un intervento immediato prima della pubblicazione dei bandi di settembre: il territorio di Monte Argentario deve essere riclassificato e dotato degli stessi incentivi previsti per le altre zone disagiate. Il diritto alla cura dei nostri cittadini viene prima di tutto e continueremo a lottare finché non otterremo risposte concrete e soluzioni definitive».