
SCARLINO. Un trasferimento giudicato ingiustificato, che rischia di spezzare l’equilibrio di oltre quindici ospiti a quattro zampe e vanificare anni di lavoro sul territorio. È questo il grido d’allarme lanciato dal gruppo di volontarie del canile pubblico “La Botte” di Scarlino, di cui si fa portavoce Maria Cristina Biagini, contro la decisione di trasferire una parte dei cani verso la mega-struttura privata di Ribolla.
L’appello delle volontarie
«Siamo un gruppo di volontarie del canile La Botte di Scarlino, dove attualmente sono ospitati cani di sei Comuni, tre in convenzione, Scarlino, Follonica e Gavorrano, e tre per così dire in affitto, Montieri, Massa Marittima e Monterotondo – ricordano descrivendo la vicenda – Il canile La Botte, inaugurato ad agosto 2014, necessita di una ristrutturazione complessiva, sia per prescrizioni ASL che per oggettive carenze».
I lavori di ristrutturazione, come ricordano le volontarie, inizieranno a ottobre 2026 partendo dal canile sanitario. «Il canile sanitario, per legge, è la struttura dove devono essere detenuti i cani per 60 giorni dopo la cattura, per poi essere trasferiti nel canile rifugio – raccontano – Fino a ottobre 2026 non accadrà niente di nuovo».

Attualmente, le volontarie specificano che il canile La Botte ha capienza di box sia nel sanitario che nel rifugio, il trend dei cani catturati in Toscana sembra in netta diminuzione. «Si pensi che intorno al 2020 i cani ospitati erano quasi 160, oggi sono 75, di cui molti anziani, detenuti da molti lustri – ricordano – Nonostante questi dati oggettivi si sta pensando, e si è disposto, non ancora attuato, di trasferire una parte dei cani, quelli dei Comuni in affitto, in un’altra struttura, a Ribolla, un canile privato enorme con convenzioni con molti Comuni della zona».
Trasferimento dei cani, le volontarie: «Noi siamo contrarie e molto dispiaciute»
«Siamo venute a conoscenza dei fatti solo una decina di giorni or sono, nessuno ci aveva avvertito prima – raccontano le volontarie – Il canile di Scarlino, pur con le sue criticità strutturali, è tutto sommato un piccolo canile pubblico, aperto ogni giorno e frequentato da molti volontari che hanno sempre collaborato attivamente alla gestione».
Le volontarie raccontano che nella struttura di Scarlino questi cani si sono ambientati, hanno trovato accoglienza, attenzione alle loro esigenze, «Libertà di spazi e di sgambi, hanno instaurato rapporti con altri cani e con le persone, sia con gli operatori, che con la comportamentalista, che con i volontari. Un trasferimento a Ribolla per loro sarebbe un trauma enorme».

«La struttura di Ribolla è di un canile privato, con poco personale e centinaia di cani, senza un veterinario comportamentalista, un cancello chiuso dal quale si accede solo telefonando – raccontano – Noi non stiamo accusando nessuno di maltrattamenti, ma diciamo che in questo momento non c’è alcuna urgenza per trasferire questi cani, una quindicina, non c’è neanche il bisogno, perché ognuno di loro ha il proprio spazio a Scarlino e vi residuano anche box vuoti».
«Perché quindi questa operazione in piena estate?»
Le volontarie hanno effettuato i primi incontri con la cooperativa che gestisce il canile di Scarlino (Il Melograno) e i sindaci «da cui aspettiamo una risposta definitiva – ricordano – Abbiamo proposto alternative, tra cui una pensione autorizzata a carico de La Casa di Margot, per uno o due cani in caso di emergenza».
«Abbiamo fatto presente che due canili pubblici, Piombino e Livorno, sono semivuoti e che potrebbero benissimo ospitare tutti i cani che eventualmente dovessero essere trasferiti – precisano – Abbiamo cercato di collaborare ragionando con il cervello, oltre che con il cuore».

«Noi speriamo ancora che questa “deportazione di massa” non si verifichi e ci rivolgiamo solo ora ai cittadini, alle associazioni, tramite la stampa affinché sappiano che cani di proprietà pubblica, per cui tutti noi paghiamo le tasse, ospitati in un canile pubblico, corrono seri rischi di essere rapidamente deportati in un canile privato», dicono le volontarie.
«Concludiamo citando il d.m. 14.02.2025 sul benessere animale, in vigore da gennaio 2026, che si occupa anche di gestione di canili e di trasferimenti di animali. Noi non possiamo sapere se il canile di Ribolla non risponda a quei requisiti, sappiamo che Scarlino ci risponde. Eventualmente chiederemo un accesso quotidiano a Ribolla e una verifica puntuale di questi requisiti, anche per le convenzioni già in corso».