
GAVORRANO – Dopo l’intervento di Confesercenti sul rispetto del regolamento per sagre e manifestazioni estive nel comune di Gavorrano, il gruppo consiliare di opposizione “Noi, per Gavorrano!” interviene con una nota che chiama in causa direttamente l’amministrazione.
«Il problema non sono le associazioni»
«L’intervento di Confesercenti non ci sorprende – esordisce il gruppo -. Nei giorni scorsi avevamo già raccolto le preoccupazioni di cittadini e operatori economici del territorio, che ci avevano segnalato una concentrazione di eventi tale da rischiare di creare inevitabili difficoltà alle attività commerciali e della ristorazione».
Il gruppo tiene però a distinguere le responsabilità: «Sia chiaro: il problema non sono le associazioni. Chi organizza feste e sagre dedica tempo, energie e passione alla nostra comunità, contribuendo a mantenere vive le tradizioni locali e ad animare il territorio. A loro va il nostro rispetto. Il problema è un altro. Il problema è la giunta comunale, che ancora una volta dimostra di affrontare questioni delicate con superficialità, senza una visione complessiva e senza quella capacità di programmazione che dovrebbe caratterizzare una buona amministrazione».
Le due criticità sul regolamento
Nella nota il gruppo consiliare ricorda che non è la prima volta che emergono problemi nella gestione del calendario: «Già nei giorni scorsi, da quanto ci risulta, erano state avanzate osservazioni sul superamento del limite massimo di durata previsto dal regolamento comunale per una delle manifestazioni in programma. Anche in quell’occasione, però, l’amministrazione ha preferito voltarsi dall’altra parte, lasciando cadere la segnalazione nel vuoto».
«Oggi Confesercenti torna sulla questione – proseguono – evidenziando non una, ma due criticità: il superamento della durata massima prevista dal regolamento e la mancata osservanza dell’intervallo minimo tra una manifestazione e l’altra nella medesima area. Due aspetti che avrebbero dovuto essere affrontati già nella fase di programmazione e che dimostrano come la giunta abbia gestito la vicenda con leggerezza, anziché con il rigore che il proprio ruolo imporrebbe».
«Un equilibrio tra associazioni ed economia locale»
Il gruppo richiama poi lo spirito del regolamento comunale: «Non è stato scritto per distribuire semplicemente le date sul calendario. È stato pensato per garantire un equilibrio tra le iniziative delle associazioni e le esigenze del tessuto economico locale, favorendo collaborazione, dialogo e una programmazione capace di valorizzare tutti».
«La logica che ispira quel regolamento è semplice – continua la nota -: le manifestazioni devono rappresentare un’opportunità per il territorio nel suo complesso, non diventare motivo di contrapposizione tra chi organizza gli eventi e chi ogni giorno tiene aperta un’attività commerciale. Per questo prevede criteri di programmazione, momenti di concertazione e strumenti finalizzati ad evitare un’eccessiva concentrazione degli eventi nella stessa area e nello stesso periodo. È proprio questo spirito che, a nostro avviso, è stato completamente disatteso».
«Gli eventi sono un patrimonio della comunità»
L’affondo finale è rivolto al metodo dell’amministrazione: «Gli eventi non sono un affare della sindaca o della giunta, né possono essere gestiti come se appartenessero a qualcuno. Sono un patrimonio dell’intera comunità e devono essere programmati nell’interesse generale, tenendo insieme le esigenze delle associazioni, dei commercianti, dei pubblici esercizi e di tutti coloro che contribuiscono, ogni giorno, alla vitalità economica e sociale del nostro territorio».
«Una buona amministrazione – concludono da Noi, per Gavorrano! – non aspetta che le categorie economiche arrivino allo scontro pubblico. Ascolta il territorio, raccoglie le segnalazioni, interviene quando emergono le prime criticità e costruisce gli equilibri necessari affinché tutti possano convivere e lavorare. Purtroppo, anche questa vicenda dimostra un modo di amministrare ormai ricorrente: ignorare gli avvertimenti, rinviare le decisioni e affrontare i problemi soltanto quando diventano di dominio pubblico. Un metodo che non condividiamo e che, ancora una volta, finisce per danneggiare l’intera comunità di Gavorrano».