
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Una telefonata dal tono deciso, la falsa accusa di essere complice di una rapina e la richiesta di informazioni sulla casa e sulla famiglia. È il tentativo di truffa dei finti carabinieri andato in scena ieri a Castiglione della Pescaia, raccontato dalla stessa vittima, che ha voluto condividere la sua esperienza per mettere in guardia gli altri cittadini.
La telefonata: «Sapevano nome, cognome e indirizzo»
«Si sono finti carabinieri – racconta la donna -. Mi hanno chiamata a casa dicendo che avevo una notifica da ritirare alla caserma di Grosseto. Sapevano il mio nome, il mio cognome e dove abito». Poi la messinscena si è fatta più pesante: i truffatori le hanno detto che la sera precedente la sua auto sarebbe stata vista nei pressi di una gioielleria rapinata a Grosseto, che i responsabili sarebbero fuggiti proprio con quella macchina e che lei ne sarebbe stata complice, intimandole di non riagganciare il telefono.
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I malviventi hanno quindi cercato di ottenere altre informazioni: la targa dell’auto, quante persone vivessero in casa, fino alla minaccia di una perquisizione. «Mi hanno detto che se avevo la refurtiva sarebbero venuti a casa per visionare gli oggetti», prosegue la donna.
L’allarme rientrato e la denuncia
A interrompere il raggiro è stata la prontezza della famiglia: la figlia ha contattato il coordinatore del controllo di vicinato, Ivan Carito, inviandogli il numero sospetto, e la donna è poi riuscita a chiamare il 112, dove i veri carabinieri le hanno confermato che si trattava di un numero utilizzato per le truffe. «State attenti: con quel tono deciso mi hanno fatto passare quindici minuti di panico», conclude la vittima, che oggi presenterà denuncia.
Come difendersi dalla truffa dei finti carabinieri
Episodi di questo tipo sfruttano l’autorevolezza delle forze dell’ordine per mettere le vittime in uno stato di soggezione. Le regole per difendersi sono semplici: i carabinieri non chiedono mai per telefono dati personali, informazioni sulla composizione della famiglia o su beni e denaro presenti in casa; davanti a richieste di questo tipo occorre riagganciare subito e comporre il 112 per verificare la chiamata e segnalare l’accaduto.
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