
GROSSETO – «La politica sembra avere sempre più paura del consenso diretto dei cittadini» a dirlo Riccardo Megale, esponente di spicco della Lega maremmana e assessore al Comune di Grosseto, intervenendo sulle preferenze elettorali.
«Esprimo profondo dispiacere e rammarico come amministratore ma soprattutto come cittadino per la mancata approvazione della proposta di reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale».
«Preferenze elettorali: la politica ha paura del consenso diretto»
«Al di là delle appartenenze politiche e delle responsabilità dei singoli, ciò che emerge è un dato politico evidente – prosegue Megale -: la politica sembra avere sempre più paura del consenso diretto dei cittadini. Eppure il consenso rappresenta il principio fondamentale della democrazia e dovrebbe essere il presupposto dell’impegno di chi sceglie di candidarsi per rappresentare una comunità».
«L’esempio è semplice: è come un calciatore che pretende di giocare una partita ma non vuole mai che il pallone gli arrivi tra i piedi. Senza il pallone non si dimostra il proprio valore, non ci si assume responsabilità e non si contribuisce davvero al gioco. Allo stesso modo, chi sceglie di fare politica non dovrebbe temere il giudizio diretto degli elettori, ma cercarlo, perché è proprio da quel consenso che nasce la legittimazione a rappresentare i cittadini».
«I territori ridotti a semplici esecutori»
«Ancora una volta i territori e gli amministratori locali vengono relegati al ruolo di semplici esecutori di decisioni assunte altrove, poi però sempre ai sindaci e agli amministratori locali si danno sempre più responsabilità. Si continua a chiedere loro di metterci la faccia, di ascoltare le comunità e di raccoglierne le istanze, mentre le scelte più importanti vengono definite esclusivamente a Roma. Così facendo, il territorio non è più protagonista, e nel nostro di territori ancora di più, ma diventa soltanto il contorno di un piatto deciso altrove».
«Questa impostazione allontana i cittadini dalla politica e indebolisce il rapporto di fiducia tra eletti ed elettori. Se tutto viene deciso dall’alto, diventa inevitabile perdere quel legame diretto con le comunità locali, che rappresenta invece il cuore della buona politica».
«Il timore è che il testo venga peggiorato al Senato»
«Prendiamo atto che il provvedimento proseguirà il proprio iter al Senato – continua Megale -. Tuttavia, il timore è che il testo possa essere ulteriormente peggiorato rispetto a quanto già emerso, fino a ridurre ulteriormente una riforma che per molte forze politiche rappresentava già il minimo indispensabile».
«Continuerò a sostenere ogni iniziativa che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e che riporti al centro della vita politica il valore del consenso, della responsabilità e del rapporto autentico con i territori».