
ALBINIA –La morsa del caldo non molla la Maremma, evidentemente neanche le predazioni del lupo. A denunciarlo è Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia: «All’azienda di Luigi Farina, nelle ultime ore sono sparite due pecore. Portate via in pieno giorno alla presenza dei cani da guardiania. Non sono state ritrovate le carcasse. Solo ciuffi di lana e pellame».
«Succede sempre così. Arriviamo a luglio e agosto, non c’è acqua, il bestiame è allo stremo e i lupi continuano a partorire – dichiara Mirella Pastorelli – Hanno più fame, ci sono più cuccioli da sfamare e le aggressioni aumentano».
Siccità e predazioni: un’emergenza doppia
Il caldo di queste settimane sta mettendo a dura prova le aziende agricole. «Il problema più grosso non sono solo i lupi, ma anche l’acqua – dice Pastorelli – Da anni ci battiamo perché vengano fatti gli invasi, delle riserve d’acqua per il bestiame. Non ci ha mai ascoltato nessuno. Ogni estate è la stessa storia, è sempre più difficile reperire acqua. E nel frattempo aumentano le predazioni».
«Un mese fa sono stata minacciata di essere denunciata perché avevo avuto il coraggio di dire che il lupo è pericoloso per l’uomo – ricorda Pastorelli – Oggi la conferma che avevo ragione, ricordo a tutti la notizia arrivata da Arrone: una bambina di 4 anni da un lupo. I fatti parlano da soli, il lupo è pericoloso, punto».
«Basta ipocrisia. Basta chiacchiere. Lo Stato si svegli e faccia qualcosa di concreto, prima che ci scappi il morto – rimarca Pastorelli – Continuiamo a chiedere al Ministero di chiudere subito l’iter per il depopolamento del lupo. Alla Toscana spettano 22 capi. Sono una goccia nel mare, ma intanto cominciamo. Non possiamo più aspettare».
«Serve qualcosa di concreto, e subito»
La situazione, secondo il Comitato pastori d’Italia, sta diventando ingestibile proprio nei mesi estivi: «Caldo, mancanza d’acqua, poche prede naturali, un mix esplosivo – dice Pastorelli – Chiediamo interventi concreti e immediati. Gli allevatori non vogliono più essere lasciati soli, sono disperati. Stiamo perdendo il bestiame, stiamo perdendo le aziende, e ora rischiamo anche per l’incolumità delle persone. Basta».