
GROSSETO – Quando Giuliana Brogi è nata, il 7 luglio 1926 a Pitigliano, le automobili erano ancora una rarità e le strade della Maremma si percorrevano in bicicletta. Ieri, martedì 7 luglio, ha spento cento candeline circondata dall’affetto della sua famiglia, nello stesso ristorante dove tanti anni fa era solita trascorrere momenti felici con il marito Nicola.
Un secolo di storia vissuto con curiosità
Cento anni racchiudono un pezzo di storia d’Italia. La centenaria Giuliana ha visto arrivare la televisione, l’uomo sulla Luna, i computer, Internet e gli smartphone, passando dalle lettere scritte a mano alle videochiamate con i bisnipoti. Un secolo di cambiamenti straordinari, attraversati sempre con curiosità e grande forza d’animo.
Una vita dietro la cattedra
Figlia di Francesco Brogi e Ida Baldini, Giuliana ha seguito le orme del padre diventando maestra elementare. Ha insegnato in diverse scuole della provincia, tra cui La Torba, Orbetello e Batignano, prima di approdare alla scuola elementare di via Sicilia a Grosseto, dove ha accompagnato nella crescita generazioni di bambini e bambine. Molti dei suoi alunni sono oggi genitori e persino nonni, e conservano ancora il ricordo della loro maestra.
La famiglia, il punto fermo
Nel 1949 sposò Nicola Nappi, con il quale costruì una famiglia insieme ai tre figli Grazia, Franco e Patrizia. La vita le ha riservato anche momenti difficili: a soli sessant’anni ha dovuto affrontare la perdita del marito, scomparso prematuramente. Con il carattere forte che l’ha sempre contraddistinta è andata avanti, continuando a essere il punto di riferimento della sua famiglia.
Nel corso degli anni ha visto crescere i figli, poi i nipoti Leonardo, Olivia, Paolo e Lorenzo, fino ad accogliere con gioia la terza generazione: i bisnipoti Romina, Rebecca, Giulia, Vittoria, Mauro ed Enea, che oggi rappresentano il futuro della famiglia.
La festa nel luogo dei ricordi
Il centenario è stato festeggiato ieri sera. Attorno a lei si sono raccolti familiari e amici per celebrare un traguardo che racconta non solo la storia di una donna, ma anche quella di un’intera famiglia e di una comunità.
Nella foto Giuliana con la famiglia e in braccio alla mamma ad appena un anno.