
ORBETELLO – Un pizzico inaspettato, un dolore forte che non passava, e la paura di non capire cosa fosse successo. È quanto accaduto domenica scorsa sul litorale della Giannella, dove una donna di 33 anni, incinta, è stata punta a un piede mentre camminava in acqua bassa vicino al bagnasciuga insieme alla madre.
A raccontare l’episodio è Antonella Vivarelli Colonna, la madre della giovane, da sempre amante della natura e abituata alle insidie della campagna maremmana, stavolta colta di sorpresa da una minaccia che non credeva possibile trovare proprio al mare.
«Mia figlia era appena arrivata da Milano, dove lavora – racconta Antonella – Passeggiavamo tranquille sul litorale, camminando in acqua in una zona dove è molto bassa, proprio vicino al bagnasciuga». È stato in quel momento che la figlia ha avvertito un dolore improvviso, accompagnato da un rumore insolito, forse il colpo delle chele di un granchio. «Qualcosa mi ha pizzicato, ho sentito un cla”, ha detto subito alla madre.
Granchio blu o tracina? La conferma al pronto soccorso
Il primo pensiero è corso a un’insidia più familiare da quelle parti: la tracina, pesce che si nasconde nella sabbia storicamente nota come “minaccia” sul litorale della Maremma. «Ho pensato a una tracina – spiega Antonella – le ho fatto mettere il piede sotto la sabbia calda, abbiamo usato anche dell’ammoniaca, ma il dolore non passava». A rendere incerto il quadro, l’assenza dei segni tipici della puntura di tracina, che la figlia, cresciuta in campagna e già punta in passato da insetti e pesci simili, conosceva bene. Non riconoscendo quel dolore, la paura davanti a un dolore comunque fortissimo, è cresciuta: «Ha iniziato a tremare come una foglia», ricorda la madre.
Di fronte alla situazione, le due donne non hanno esitato e si sono dirette al pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello. È lì che hanno ricevuto una spiegazione che non si aspettavano: il responsabile del pizzico molto probabilmente era il granchio blu, specie ormai nota per la sua diffusione lungo le coste toscane. «Ci hanno detto che non sarebbe una novità che qualcuno venga pizzicato, sembra che alla Giannella sia piuttosto diffuso – riferisce Vivarelli Colonna – Come ci hanno informate, il segno lasciato sul tallone di mia figlia sembra proprio quello tipico delle chele di questo crostaceo».
Del granchio, però, nessuna traccia visibile: nonostante l’acqua limpida, non se n’erano accorte. A ricordare l’episodio resta ora un ematoma sotto la pelle, simile a una bruciatura, che continua a dare fastidio alla giovane.

La madre prova a sdrammatizzare, ma la preoccupazione resta evidente: «Si va nei boschi e visto sono di più magari ora si rischia di incontrare il lupo, si va nei campi e ci sono le vipere, ora neanche al mare si è tranquilli perché c’è il granchio blu. Chissà quest’anno con moscerini e zanzare?».
E poi, lasciando da parte l’ironia: «Spero che al granchio blu trovino una soluzione che ne riduca drasticamente il numero – conclude – Sono convinta che stiamo riducendo questo mondo in qualcosa di molto strano, e a volte la cosa mi spaventa».
Il caso si aggiunge alle segnalazioni ormai frequenti sulla presenza del granchio blu lungo le coste toscane, specie che negli ultimi anni ha destato preoccupazione non solo per l’impatto sull’ecosistema marino e sulla pesca, ma ora sembra anche per i primi contatti diretti con i bagnanti.