
SCARLINO – «Prendiamo atto che l’amministrazione Travison ha finalmente deciso di procedere con il recupero dell’ex Casello idraulico. Su questo, concordiamo: l’edificio deve tornare a vivere. Ma qui finisce l’accordo».
A dirlo è il gruppo consiliare “Scarlino nel Cuore” in una nota.
«Noi chiediamo da sempre che il Casello serva innanzitutto i 3.680 scarlinesi che abitano qui tutto l’anno. Una biblioteca decentrata, aule studio per i giovani, sala riunioni per le associazioni, servizi che oggi mancano completamente. Non escludiamo il cicloturismo (giusto, la Ciclovia Tirrenica è una opportunità). Ma rifiutiamo l’idea che un edificio pubblico debba scegliere tra turisti e cittadini. Può fare entrambi. Se l’amministrazione avesse ascoltato, avrebbe saputo che i ragazzi di Scarlino oggi vanno a Grosseto o a Follonica a studiare, che le associazioni non hanno spazi, che gli anziani faticano a raggiungere gli uffici comunali».
«La distanza di visione rimane abissale: Travison guarda al turista di agosto. Noi guardiamo ai cittadini di gennaio. Se il sindaco vuole provare a fare il progetto “ibrido” che proponiamo noi, siamo disponibili a discuterne subito. Se preferisce solo l’ostello, allora la scelta è chiara: il Casello sarà per il turista, non per lo scarlinese».