
GROSSETO – Nidil Cgil Grosseto informa che, a partire dal 1° luglio 2026, cambiano le regole di incentivazione della bilateralità per l’adesione dei lavoratori in somministrazione al Fondo di previdenza complementare Fon.Te, il fondo pensione negoziale del terziario. Un fondo che riguarda la pensione di chi lavora nel commercio, turismo e servizi aperto anche ai somministrati. Le novità introdotte rendono più vantaggiosa l’adesione esplicita, valorizzando la scelta di destinare il TFR e i contributi aggiuntivi alla previdenza complementare per costruire una pensione futura più solida.
Fon.Te consente ai lavoratori in somministrazione di integrare la pensione pubblica, destinando il TFR maturando e beneficiando al tempo stesso dei contributi aggiuntivi messi a disposizione dalla bilateralità di settore. Per i somministrati sono infatti previsti un contributo base a carico di lavoratore e datore di lavoro e un contributo integrativo finanziato da Ebitemp, oltre a contributi forfettari aggiuntivi legati alle giornate di missione, che aumentano il montante individuale senza gravare in modo significativo sulla busta paga.
L’adesione può avvenire in forma esplicita, tramite la compilazione del modulo di adesione e la consegna all’Agenzia per il Lavoro, oppure in forma tacita, per silenzio-assenso sulla destinazione del TFR entro sei mesi dall’assunzione, secondo le modalità stabilite dalla normativa e dai contratti collettivi di settore. Nidil Cgil Grosseto invita le lavoratrici e i lavoratori a rivolgersi agli sportelli sindacali per verificare la propria posizione e scegliere consapevolmente come destinare il TFR e i contributi alla previdenza complementare.
«Per chi lavora in somministrazione, aderire a Fon.Te significa trasformare il proprio TFR in una garanzia concreta sulla pensione futura, sfruttando i contributi aggiuntivi della bilateralità che altrimenti andrebbero dispersi», ricorda Maikol Ricci, segretario Nidil Cgil Grosseto –
«Come Nidil Cgil Grosseto – aggiunge – chiediamo a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori del territorio di informarsi, perché la previdenza complementare è uno strumento decisivo per dare continuità ai diritti e alle tutele anche quando il lavoro è precario o frammentato».