
GROSSETO – La Maremma si scopre terra particolarmente sensibile e consapevole sul tema dei diritti civili e del fine vita. A certificarlo sono i dati ufficiali aggiornati a dicembre 2025 diffusi dall’Osservatorio Dat dell’Associazione Luca Coscioni, che ha promosso un accesso agli atti generalizzato su oltre 7.600 Comuni italiani per sopperire alla mancanza di una relazione ufficiale da parte del Ministero della Salute.
I risultati posizionano la provincia di Grosseto al 27° posto della classifica nazionale per diffusione delle Dat (Disposizioni anticipate di trattamento), il cosiddetto testamento biologico o biotestamento.
La legge sulle Dat (in vigore dal 2018) permette a qualsiasi persona maggiorenne e capace di intendere e di volere di esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, decidendo in anticipo quali accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, si trovasse nell’impossibilità di comunicarlo.
La Toscana nella top 10 nazionale, e i numeri dsul testamento biologico in regione
Nel territorio grossetano sono stati ufficialmente depositati 1.397 testamenti biologici, il che equivale a una Dat ogni 133 abitanti. Se in termini assoluti i grandi centri registrano ovviamente numeri più alti a causa della popolazione (Firenze ne conta oltre 6mila, Pisa più di 2mila), la provincia di Grosseto spicca se si analizza il rapporto per abitante: nella nostra terra si registra infatti una Dat ogni 133 residenti.
Una percentuale di diffusione notevole, che permette a Grosseto di superare la media regionale e di superare, in proporzione, capoluoghi molto più grandi come Firenze (30° posto nazionale con una Dat ogni 138 abitanti), Arezzo (37° posto, una ogni 146) o Pisa (43° posto, una ogni 153).
Guardando al quadro complessivo, la Toscana si piazza al 9° posto in Italia nella classifica delle regioni più virtuose, registrando complessivamente una DAT ogni 147 abitanti. A guidare la classifica dei territori toscani è la provincia di Livorno (13° posto assoluto in Italia con una DAT ogni 120 abitanti), seguita a ruota proprio da Pistoia e dal nostro territorio maremmano. In fondo alla classifica regionale si trova invece Massa-Carrara (76° posto con una DAT ogni 205 abitanti).
La mappa della diffusione in Toscana
Ecco i dati completi di tutte le province toscane, ordinate in base alla loro posizione nella classifica nazionale (dalla percentuale di diffusione più alta a quella più bassa):
- Livorno: 13° posto nazionale – 1 Dat ogni 120 abitanti (2.258 totali)
- Pistoia: 24° posto nazionale – 1 Dat ogni 131 abitanti (1.859 totali)
- Grosseto: 27° posto nazionale – 1 Dat ogni 133 abitanti (1.397 totali)
- Firenze: 30° posto nazionale – 1 Dat ogni 138 abitanti (6.075 totali)
- Arezzo: 37° posto nazionale – 1 Dat ogni 146 abitanti (1.900 totali)
- Pisa: 43° posto nazionale – 1 Dat ogni 153 abitanti (2.166 totali)
- Prato: 47° posto nazionale – 1 Dat ogni 156 abitanti (1.408 totali)
- Lucca: 49° posto nazionale – 1 Dat ogni 163 abitanti (2.011 totali)
- Massa-Carrara: 76° posto nazionale – 1 Dat ogni 205 abitanti (750 totali)
L’appello dell’Associazione Coscioni e come fare testamento biologico
Nonostante i buoni dati locali, la strada per una piena consapevolezza è ancora lunga, soprattutto a causa a quanto pare di una carenza di campagne informative istituzionali.
«Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta – dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. La situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie all’attività delle associazioni e dei singoli cittadini. Invitiamo tutti i toscani a informarsi».
Per aiutare i cittadini a compilare il biotestamento, l’Associazione mette a disposizione gratuitamente i moduli sul proprio sito web. Inoltre, è attivo il Numero Bianco (06 99321349), un servizio telefonico gratuito di informazione e orientamento dedicato ai diritti del fine vita, utile per capire come compilare il documento e come depositarlo correttamente presso gli uffici del proprio Comune di residenza.