
PITIGLIANO – «Come residenti del centro storico, leggiamo con interesse il comunicato del Centro commerciale naturale, ma non condividiamo la proposta di pedonalizzazione avanzata».
Cosi il comitato “Residenti centro storico Pitigliano” in una nota.
«Apprezziamo il richiamo al dialogo e alla collaborazione tra residenti e commercianti – affermano dal comitato -. Tuttavia, crediamo che il problema venga presentato in modo incompleto. Nel comunicato si parla molto dei benefici per il borgo, ma poco dei costi che la proposta imporrebbe a chi nel borgo vive quotidianamente».
«La chiusura proposta riguarda infatti gran parte dei periodi di maggiore utilizzo del centro storico: fine settimana, festivi, prefestivi, periodo natalizio e praticamente due mesi consecutivi tra agosto e settembre. Per un residente questo significa limitazioni frequenti nella possibilità di accedere alla propria abitazione, trasportare la spesa, accompagnare familiari anziani o gestire normali esigenze quotidiane. Prima di introdurre nuove limitazioni sarebbe utile disporre di dati concreti: quanti incidenti o situazioni di pericolo si sono verificati? Quali problemi specifici verrebbero risolti? Esistono soluzioni meno invasive che consentano di migliorare la gestione dei flussi turistici senza ridurre ulteriormente i diritti di chi vive nel borgo»?
«Per evitare equivoci, sarebbe opportuno chiarire fin dall’inizio che un’eventuale pedonalizzazione non dovrebbe comportare un aumento delle occupazioni di suolo pubblico, né l’ampliamento di tavoli, espositori o merci in strada. Se l’obiettivo è davvero migliorare sicurezza e vivibilità, lo spazio liberato dal traffico dovrebbe restare spazio pubblico fruibile da tutti, non diventare nuova superficie commerciale. Il centro storico non è un centro commerciale a cielo aperto. È prima di tutto un luogo abitato. Il suo valore dipende dalla presenza di una comunità residente stabile, non soltanto dall’afflusso turistico».
«Se vogliamo discutere seriamente del futuro del centro storico, dobbiamo affrontare anche il tema della residenzialità. Molti borghi italiani soffrono non tanto per il traffico quanto per il progressivo calo dei residenti permanenti e la trasformazione degli spazi abitati in luoghi sempre più orientati al consumo turistico. Per questo riteniamo che sarebbe utile affiancare alle proposte sulla circolazione iniziative concrete a favore di chi sceglie di vivere stabilmente nel centro storico. Ad esempio, il Comune potrebbe esplorare accordi con fornitori di energia o altri servizi per offrire condizioni agevolate ai residenti, oppure individuare altre forme di sostegno capaci di rendere più attrattiva la residenza nel borgo. Misure di questo tipo contribuirebbero realmente a preservare la vita della comunità locale».
«La vera domanda non è come rendere il borgo più comodo per il turismo o per il commercio, ma come preservare un equilibrio tra esigenze economiche, qualità della vita, tutela del patrimonio storico e diritti dei residenti. Se questo equilibrio viene meno, il rischio è che il centro storico diventi sempre più una vetrina commerciale e sempre meno un luogo di vita. Chiediamo quindi che ogni discussione sulla pedonalizzazione sia inserita in un progetto più ampio per la residenzialità del centro storico, con misure concrete a favore di chi vi abita stabilmente e con garanzie chiare sull’uso dello spazio pubblico».
