
GROSSETO – “In qualità di direttore del dipartimento Ortopedico e della Riabilitazione della Asl Toscana sud est, desidero innanzitutto porgere sentite scuse alla famiglia per il carico emotivo vissuto” afferma il direttore del dipartimento ortopedico e della riabilitazione della Asl Toscana sud est, Pierfranscesco Perani. che risponde ai genitori che ieri hanno scritto alla nostra redazione lamentando il calvario del figlio 15enne dopo una frattura scomposta ad un braccio.
“È doveroso, tuttavia, ricostruire i fatti per fare opportuna chiarezza sull’operato dell’ortopedico dell’ospedale Misericordia che ha preso in carico il ragazzo, guidato esclusivamente da un principio di massima tutela nei confronti del giovane paziente”.
“Il medico, che ben conosce i limiti di età previsti dai protocolli aziendali, dagli esami diagnostici eseguiti ha rilevato un quadro clinico ancora in piena fase di accrescimento – prosegue Perani -. In un tale contesto, per competenza e con l’unico obiettivo di garantire la migliore opzione terapeutica specialistica, ha ritenuto opportuno consultarsi direttamente con il collega ortopedico del Meyer di Firenze, ospedale pediatrico di riferimento regionale. Lo specialista fiorentino, con in mano tutti i dati del paziente, ha valutato il caso e ha condiviso l’opportunità della presa in carico presso la struttura pediatrica; tale interlocuzione è puntualmente documentata dalla messaggistica agli atti e dalla successiva lettera di dimissione”.
“A seguito del successivo diniego all’accoglimento del paziente da parte della struttura pediatrica fiorentina, motivato dal superamento, seppur di poco, della soglia dei 14 anni, la madre del paziente ha ricontattato il nostro medico. Quest’ultimo, sempre con la massima disponibilità, si è immediatamente attivato sia per richiedere ulteriori chiarimenti al Meyer, sia per prospettare tempestivamente alla famiglia la soluzione alternativa, ovvero l’esecuzione del trattamento chirurgico direttamente presso la Uoc Ortopedia di Grosseto, proposta che è stata rifiutata dai genitori”.
“Preme infine precisare che non si è trattato di un trasferimento tra strutture, come erroneamente riportato, né di una carenza assistenziale. Al contrario, il percorso intrapreso è stato il risultato della scrupolosità, dell’accuratezza e della lungimiranza del medico verso un paziente in età dello sviluppo, che ha ritenuto corretto e doveroso richiedere un parere specialistico al Meyer al fine di garantire la valutazione più appropriata possibile, considerata la particolarità del quadro clinico. La richiesta di consulenza al Meyer rappresenta quindi un esempio di appropriatezza clinica e di responsabilità professionale e non può in alcun modo essere interpretata come incertezza nella gestione del caso che, se non fosse stato pediatrico, sarebbe stato subito trattato dai professionisti del Misericordia che presentano tutte le competenze e l’esperienza per un intervento del genere”.
