
GAVORRANO – Un viaggio visivo ed emozionale tra luci e ombre, alla scoperta del dualismo interiore dell’anima umana. È quanto propone «Chiaroscuri dell’anima», la mostra fotografica di Franco Borrelli inaugurata oggi, sabato 27 giugno, agli ex Bagnetti di Gavorrano.
Le fotografie esposte catturano attimi di introspezione e rivelazione, invitando lo spettatore a riflettere sul contrasto tra ciò che è nascosto e ciò che emerge, tra buio e luce. La fotografia di Borrelli, infatti, non si limita a documentare un corpo o un gesto, ma si spinge in quel territorio di confine dove la luce smette di essere fenomeno fisico per farsi emozione.
In questa raccolta il chiaroscuro non è solo una scelta stilistica, ma una chiave di lettura dell’esistenza. Come nelle tele dei grandi maestri del passato, l’ombra non è mai assenza, bensì lo spazio in cui l’anima si rifugia e si protegge. Da questo buio denso e materico emergono figure che sembrano scolpite nel tempo: la delicatezza di un tutù, la tensione di un muscolo, la sacralità di un gesto quotidiano come allacciare una scarpetta.
Ogni scatto è un invito a rallentare, a percepire il silenzio che precede il movimento e la polvere che danza nel raggio di luce. Le immagini esposte non cercano la perfezione della superficie, ma la verità del profondo: un percorso che trasforma la materia in spirito e che invita l’osservatore a riconoscere nei contrasti della scena i propri, personalissimi, chiaroscuri dell’anima.

Franco Borelli, “artigiano della luce” da 30 anni
«Chiaroscuri dell’anima» rappresenta anche una tappa significativa nel percorso artistico di Franco Borrelli, che celebra oltre trent’anni di attività iniziata nel 1994. Nel suo studio di Bagno di Gavorrano il fotografo ha trasformato negli anni la fotografia da semplice strumento di documentazione a autentico linguaggio espressivo, costruendo un’identità artistica profondamente legata alla tradizione pittorica classica e all’uso teatrale della luce.
Lontano dalle mode del digitale estremo, il suo lavoro si fonda su un paziente processo di ricerca e di «scavo visivo», nel quale la luce non illumina semplicemente i soggetti, ma li rivela, sottraendoli all’oscurità e consegnandoli a una dimensione sospesa nel tempo. Che si tratti della grazia di una ballerina, della solennità di una corona o dell’intimità di uno specchio, ogni fotografia diventa un ponte tra il mondo materiale e quello invisibile delle emozioni e dello spirito.
Con questa mostra Borrelli invita il pubblico a riscoprire la bellezza del silenzio, la forza evocativa della luce e la sacralità dei piccoli gesti quotidiani, in un percorso capace di parlare tanto agli occhi quanto all’interiorità di chi osserva.
La mostra resterà aperta fino al 31 luglio 2026 e sarà visitabile tutti i giorni con orario 10-13 e 15-19.
Abbiamo seguito l’inaugurazione con gli scatti di Giorgio Paggetti



