
MASSA MARITTIMA – “Temperature torride in Rsa”. Così la Uil chiede interventi immediati per salvaguardare la salute di anziani e lavoratori al Falusi di Massa.
“Nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), la temperatura interna ideale varia tra 20°C e 24°C – afferma il sindacato -. Questo range è indicato dagli standard sanitari per proteggere gli anziani ed evitare sbalzi termici. Nelle stagioni più calde l’aria condizionata è considerata un vero e proprio presidio medico salvavita, poiché riduce significativamente patologie gravi e mortalità legate alle ondate di caldo nei pazienti fragili. Tutto questo non può essere solo teoria e deve essere messo in pratica anche per quanto riguarda la tutela della salute dei lavoratori che operano nelle strutture”.
“27,9°C è la temperatura rilevata oggi 24 giugno alle ore 7:00 nel corridoio del nucleo celeste della Rsa Falusi di Massa Marittima, nonostante gli interventi che fanno funzionare in modo alternato l’impianto di condizionamento nel nucleo celeste. E su questa situazione la Uil Fp punta il dito perché si trascina da alcuni giorni presso il nucleo del Falusi di Massa Marittima, dove all’interno l’impianto di condizionamento funziona per modo di dire e sta creando una situazione di disagio che riguarda gli ospiti e i lavoratori. Probabilmente l’impianto non ha avuto quelle verifiche preventive necessarie per essere attivato e soprattutto essere funzionante e il problema è emerso quando sono salite le temperature oltre i livelli di guardia e solo allora si sono scoperti problemi importanti di manutenzione straordinaria“.
“Questo ha portato a rincorrere soluzioni in piena emergenza caldo ma intanto nei corridoi e nelle camere, in modo più marcato, la temperatura sale, si fa sentire senza tregua agli ospiti e accanto a loro ai dipendenti le cui condizioni di lavoro sono al limite – prosegue -. A parere del sindacato e in attesa di interventi che potrebbero essere complessi ed avere tempi di esecuzione non brevi o facili da prevedere, la Uil Fp chiede che si vada a intervenire con l’acquisto di condizionatori portatili, i cosiddetti pinguino, affiancati a quelli che sono già stati messi in dotazione”.
“Un investimento di questo tipo fa parte di quelle buone pratiche che dovrebbero mettere in atto piani alternativi in caso di emergenze come quelle, sempre più frequenti, che derivano dalle condizioni ambientali esterne e che potrebbero ripetersi ancora nel futuro – conclude il sindacato -. Una situazione che se non vedrà esiti compiuti porterà questo sindacato a intraprendere strade diverse e più forti per la tutela degli ospiti e dei lavoratori”.