
GROSSETO – L’aumento delle temperature non è più un fenomeno episodico legato alle ondate di calore ma un cambiamento strutturale, misurabile e ormai evidente in tutta Italia e non solo. Lo confermano l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e il programma europeo Copernicus, che da anni rilevano un incremento costante delle temperature medie. In Europa, dagli anni Ottanta, la crescita è di circa 0,5 °C ogni dieci anni, un ritmo doppio rispetto alla media globale.
Il Post, utilizzando i dati del database ERA5‑Land di Copernicus, ha analizzato l’andamento delle temperature medie mensili nei comuni italiani confrontando il 2026 con la media del trentennio 1961‑1990, il riferimento climatologico standard. In tutti i comuni italiani le temperature medie sono oggi più alte rispetto al passato, con incrementi particolarmente marcati nelle zone interne e montane.
Le cause sono globali, come l’aumento dei gas serra e l’uso di combustibili fossili, ma anche locali: urbanizzazione, consumo di suolo, riduzione delle aree verdi amplificano l’accumulo di calore.
I dati della provincia di Grosseto
Anche la provincia di Grosseto segue questo trend, con aumenti significativi in tutti i comuni analizzati. Le variazioni medie tra gennaio e giugno 2026 rispetto al trentennio 1961‑1990 oscillano tra +1,9 °C e +2,6 °C, con picchi mensili che in alcuni casi superano i +3 °C.
Il mese che mostra gli scarti maggiori è spesso aprile, segno di una primavera sempre più calda e anticipata, mentre giugno 2026 – calcolato sui dati disponibili fino al 18 del mese – registra ovunque temperature più alte di oltre 2 °C rispetto alla media storica.
La tendenza accomuna costa, collina e aree interne, ma con differenze significative: i comuni dell’entroterra e quelli montani mostrano incrementi più marcati, in linea con quanto osservato a livello nazionale.
I dati comune per comune
Grosseto
La città capoluogo registra uno degli aumenti più evidenti della provincia.
- Scarto medio gennaio‑giugno: +2,4 °C (differenza tra la media 1961‑1990 e 2026)
- Mese di scarto massimo: aprile con +3 °C (aprile è il mese in cui a Grosseto si è registrato il più alto aumento delle temperature medie, con una crescita di 3 °C tra la media 1961‑1990 e il 2026)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 20,1 °C
- Temperatura media giugno 2026: 22,6 °C (+2,5 °C)
Follonica
La città del Golfo mostra un aumento leggermente inferiore rispetto al capoluogo, ma comunque molto marcato.
- Scarto medio: +2,2 °C
- Mese di scarto massimo: febbraio (+2,8 °C)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 19,9 °C
- Temperatura media giugno 2026: 22,1 °C (+2,2 °C)
Orbetello
Il comune lagunare è quello con l’aumento medio più contenuto tra quelli analizzati, pur restando significativo.
- Scarto medio: +1,9 °C
- Mese di scarto massimo: aprile (+2,6 °C)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 20,1 °C
- Temperatura media giugno 2026: 22 °C (+1,9 °C)
Arcidosso
Il comune amiatino è quello che registra l’aumento più forte tra quelli analizzati della provincia di Grosseto.
- Scarto medio: +2,6 °C
- Mese di scarto massimo: aprile (+3,6 °C)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 17,9 °C
- Temperatura media giugno 2026: 20,8 °C (+2,9 °C)
Le zone montane, come confermato anche a livello nazionale, sono tra le più colpite dal riscaldamento: l’Amiata non fa eccezione.
Roccastrada
Anche l’area collinare del nord della provincia mostra un incremento consistente.
- Scarto medio: +2,3 °C
- Mese di scarto massimo: aprile (+3,2 °C)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 19,2 °C
- Temperatura media giugno 2026: 21,6 °C (+2,4 °C)
Massa Marittima
Il capoluogo delle Colline Metallifere presenta valori molto simili a Roccastrada.
- Scarto medio: +2,3 °C
- Mese di scarto massimo: febbraio (+3 °C)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 19,6 °C
- Temperatura media giugno 2026: 21,9 °C (+2,3 °C)
Manciano
Il comune delle Colline del Fiora registra un aumento tra i più elevati.
- Scarto medio: +2,3 °C
- Mese di scarto massimo: aprile (+3,1 °C)
- Temperatura media giugno 1961‑1990: 19,6 °C
- Temperatura media giugno 2026: 22,1 °C (+2,5 °C)
Il dato conferma come le aree interne della provincia siano particolarmente esposte al riscaldamento.