
PITIGLIANO – «Negli ultimi mesi il dibattito sulla vivibilità del centro storico di Pitigliano ha suscitato interesse e diverse sensibilità. Per questo riteniamo importante chiarire il senso della proposta di pedonalizzazione temporanea da noi presentata al Comune tramite pec il 27 febbraio 2026, protocollata il 2 marzo (numero 1667)». A scriverlo, in un comunicato, il Centro commerciale naturale (Ccn) di Pitigliano, che riunisce i commercianti del borgo.
«Desideriamo affermare con chiarezza un principio – proseguono dal Ccn -: i commercianti del borgo non sono in contrapposizione con i residenti. Non esistono due schieramenti contrapposti. Esiste una sola comunità che vive, lavora e ama il centro storico e che ha il dovere di confrontarsi per individuare le soluzioni migliori per il suo futuro».
Già il 4 febbraio il Ccn aveva promosso una riunione pubblica, aperta non solo alle attività economiche ma anche ai residenti. «Nel messaggio pubblicato sui canali social della nostra associazione si sottolineava l’importanza di discutere insieme temi che riguardano l’intera comunità e di arrivare a una proposta condivisa da presentare all’amministrazione comunale». A quell’incontro, però, «nessun residente ha partecipato».
Nonostante ciò, spiegano i commercianti, «abbiamo continuato a lavorare elaborando una proposta concreta, convinti che il dialogo e il confronto siano l’unica strada percorribile». La proposta presentata al Comune prevede una pedonalizzazione limitata a specifiche fasce orarie e periodi, corrispondenti ai momenti di massima presenza di visitatori.
In particolare, il Ccn chiede la chiusura alla circolazione dalle 11 alle 15.30 e dalle 17.30 alle 22.30 nel periodo estivo, mentre nella stagione invernale la fascia serale proposta va dalle 17.30 alle 18.30. Le limitazioni richieste riguarderebbero tutti i sabati, le domeniche, i festivi e i prefestivi dell’anno, oltre al periodo dal 23 dicembre al 7 gennaio e dal 1° agosto al 30 settembre.
Non si tratterebbe, precisano i commercianti, di «una chiusura permanente del centro storico né di una proposta estrema», ma di una «regolamentazione temporanea e mirata, studiata per i momenti in cui il borgo registra la maggiore presenza di visitatori e la convivenza tra traffico veicolare, residenti e flussi turistici diventa più complessa». Secondo il Ccn, la richiesta di pedonalizzazione sarebbe «minore come orari e periodi della Ztl attuata ad ora dal Comune».
«La domanda che poniamo alla comunità e all’amministrazione non è se il borgo debba appartenere ai commercianti o ai residenti. Perché il borgo appartiene a tutti», sottolinea ancora l’associazione. «La vera questione è come renderlo più sicuro, più ordinato e più vivibile durante i periodi di maggiore affluenza».
«In tutta Italia vengono applicate fasce orarie di chiusura totale del traffico e dei parcheggi nelle zone di interesse turistico. Il borgo di Pitigliano è patrimonio di tutti, quindi non basta scegliere il colore dei tavoli esterni o le dimensioni delle bacheche, per conservarlo al meglio».
Chi vive nel centro storico, si legge ancora nella nota, «conosce bene le difficoltà che si verificano nei giorni di maggiore afflusso: strade congestionate, difficoltà di movimento per pedoni e famiglie, problemi di sicurezza e una qualità della permanenza che inevitabilmente ne risente». In questo quadro, una «regolamentazione intelligente del traffico può rappresentare una risposta concreta a queste criticità».
«La nostra proposta nasce proprio da questa convinzione: un borgo con meno traffico nei momenti più affollati è un borgo migliore per i residenti, per i visitatori e per le attività economiche. Non chiediamo privilegi per una categoria, ma una riflessione sul futuro del centro storico e sulla sua capacità di accogliere in modo sostenibile i flussi turistici che rappresentano una risorsa fondamentale per l’intero territorio» afferma il Ccn.
«Ad oggi – riferiscono i commercianti – non abbiamo ricevuto dall’amministrazione una risposta nel merito della proposta presentata. Prendiamo atto dell’invito del Comune ai residenti a costituire un comitato e auspichiamo che questo possa rappresentare l’inizio di un confronto concreto e costruttivo. Da parte nostra confermiamo la piena disponibilità al dialogo. Siamo pronti ad ascoltare osservazioni, suggerimenti e proposte migliorative. Ciò che chiediamo è che il dibattito si svolga partendo dai contenuti e dagli obiettivi comuni, evitando inutili contrapposizioni».
Nelle conclusioni, l’associazione ribadisce la necessità di una visione condivisa per il futuro del borgo storico: «Noi crediamo che il futuro del borgo debba essere costruito insieme, attraverso il confronto, il rispetto reciproco e la ricerca di soluzioni equilibrate che sappiano coniugare qualità della vita, sviluppo economico, tutela del patrimonio storico e accoglienza turistica. La nostra proposta va esattamente in questa direzione».